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Gela, il sindaco rompe gli indugi: «Abbatteremo le palme colpite dal punteruolo rosso»

L'interpretazioni delle norme sulla reale natura del rifiuto (se semplice vegetale o di classificazione speciale) rallentava gli interventi, ma il primo cittadino decide per l'immediata messa in sicurezza

Gela, il sindaco rompe gli indugi: «Abbatteremo le palme colpite dal punteruolo rosso»

GELA - A Gela, sono 400 le palme di alto fusto, «uccise» dal punteruolo rosso, che rischiano di abbattersi sui passanti, mettendo a repentaglio l'incolumità della gente. L’amministrazione comunale vorrebbe rimuoverle per prevenire ogni pericolo ma contrastanti interpretazioni delle norme sulla reale natura del rifiuto (se semplice vegetale o di classificazione speciale) ne impediscono l'esecuzione.

Il sindaco, Domenico Messinese, rompendo ogni indugio, ha deciso di passare all’azione e ha ordinato la rimozione delle palme con la determinazione di autodenunciarsi al prefetto di Caltanissetta. «E' più pericolosa una palma di 10 metri che si abbatte su ignari cittadini, col rischio di ucciderli, come è già successo a Catania - dice il sindaco - o il presunto inquinamento ambientale dovuto allo smaltimento di una pianta ormai morta e abbandonata dal punteruolo rosso? Le palme abbattute saranno macinate da un trituratore che l'amministrazione comunale ha acquistato con una spesa di 40 mila euro. Poi bisognerà stabilire se bruciarne i trucioli o utilizzarli in altri modi». L’intera «operazione sicurezza» costerà circa 150 mila euro. 

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