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Aziende truffate: il pm chiede 7 condanne

I fatti risalgono al 2009 e scaturiscono dalla denuncia di alcune ditte del nord Italia, che segnalarono di avere spedito grosse quantità di merce in Sicilia a seguito di ordinazioni pagate con assegni; (assegni che non erano regolari in quanto risultavano ricettati).

Aziende truffate: il pm chiede 7 condanne

Tutto come un anno fa. La Procura ha infatti ribadito le stesse richieste di condanna formulate nel novembre 2015 dalla pm Luana Polizzi per i sette presunti responsabili di una serie di truffe ai danni di alcune aziende del nord Italia - imputati davanti al giudice monocratico Antonio Napoli - chiedendo pene comprese tra 1 anno e 8 mesi e 3 anni e 4 mesi, sollecitando 3 anni e 4 mesi più 4 mila euro di multa per Angelo Licco (54 anni, nisseno), 2 anni e 10 mesi più mille euro di multa per Vincenzo Parrinello (49 anni, di Marsala), 2 anni e 6 mesi più 2 mila euro di multa per Antonio Chinnici (62 anni, di Bagheria), 2 anni e 2 mila euro di multa per Eugenio Amico (58 anni, di Caltanissetta), 1 anno e 8 mesi ciascuno più 1.800 euro di multa per Gaspare Annatelli (47 anni, originario di Palermo e residente a Caltanissetta), Luigi Giovanni Anzalone (43 anni, di Caltanissetta) e Francesco Zappia (40 anni, di Caltanissetta).

Dunque, per l'accusa, non è cambiato nulla nonostante, poco prima che venisse emessa la sentenza, era stato riaperto il dibattimento per ascoltare altri testimoni. Un fatto venuto a galla nel 2009 dopo la denuncia di alcune ditte del nord Italia, che segnalarono di avere spedito grosse quantità di merce in Sicilia a seguito di ordinazioni pagate con assegni; ma al momento di incassarli gli imprenditori si sentirono rispondere che gli assegni non erano regolari, perché risultavano ricettati.

Ma per la difesa non ci sono elementi tali per sostenere che si sia trattato di una truffa, bensì di affari poi non conclusi nel miglior modo e quindi ieri alcuni dei legali degli imputati, gli avvocati Massimiliano Bellini, Giuseppe Dacquì e Alberto Salpietro hanno chiesto l'assoluzione di alcuni imputati; tra due settimane toccherà agli altri difensori, gli avvocati Giacomo Vitello, Pietro Pistone, Walter Tesauro e Diego Tranchida.

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