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Caltanissetta: "No" all'arresto di un avvocato già rinviato a giudizio

L'inchiesta della Dda di Milano sulle presunte mazzette all'expo

Caltanissetta: "No" all'arresto di un avvocato già rinviato a giudizio

Il Tribunale del riesame di Milano ha respinto la richiesta della Procura meneghina di disporre la detenzione in carcere per l’avvocato Danilo Tipo, 52 anni. Il penalista nisseno, coinvolto nell’inchiesta “Giotto” per un presunto riciclaggio di denaro, resterà agli arresti domiciliari. I giudici del riesame, che avevano concesso i domiciliari a Tipo la scorsa estate, hanno confermato la loro precedente decisione; sono stati chiamati a pronunciarsi di nuovo sulla vicenda dopo che la Cassazione aveva accolto il ricorso dei pm di Milano, i quali chiedevano l’aggravamento della misura cautelare.

A chiedere che la richiesta degli inquirenti fosse rigettata sono stati i legali del penalista nisseno, gli avv. Flavio Sinatra e Giuliano Dominici, i quali hanno sostenuto che non c’erano esigenze gravi né tantomeno pericolo di fuga per giustificare l’applicazione della custodia in carcere. L’inchiesta “Giotto” è già arrivata al processo – i pm hanno chiesto l’immediato e quindi non si è passati dal filtro dell’udienza preliminare - e tra due settimane è prevista l’udienza davanti al Tribunale di Milano per ascoltare alcuni testimoni. L’avv. Tipo, è accusato – in concorso con Liborio Pace di Pietraperzia - di riciclaggio con l’aggravante di avere favorito la mafia per avere portato in Sicilia da Milano 295 mila euro consegnatigli dallo stesso Pace (difeso dall’avv. Antonio Impellizzeri) e che, secondo l’accusa, dovevano finire nelle casse della mafia di Pietraperzia. Per il legale si trattava di pagamenti di parcelle.

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