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Caltanissetta, pochi loculi, le tombe con il sorteggio

Non si attenua l'emergenza al cimitero angeli. Ieri la protesta al Comune del parente di un defunto

Caltanissetta, pochi loculi, le tombe con il sorteggio

Sono state diverse le persone (almeno una ventina) decedute negli ultimi giorni a Caltanissetta, e questo fatto ha procurato un vero e proprio ingorgo di parenti che si sono recati al Comune per chiedere l’autorizzazione e poter tumulare i propri cari al cimitero degli Angeli.

A Palazzo del Carmine però si sono trovati a dovere affrontare i problemi insorti al cimitero immediatamente dopo che i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno portato a termine l’operazione “Perla Nera”, che, oltre agli arresti degli indagati, ha portato al sequestro disposto dai magistrati dei loculi costruiti dalle cinque società indiziate, e cioè la “Rosso di san Secondo”, la “Regina Margherita”, la “Maria Santissima della Catena”, la “Militari in congedo” e l’associazione “Polizia di Stato di Caltanissetta”.

A quel punto anche il servizio riguardante le sepolture da effettuare nei 24 immobili realizzati sino all’aprile dello scorso anno da queste società è ricaduto al Comune, ed in particolare all’assessore pro-tempore (che al momento è l’avv. Maria Grazia Riggi) nominato amministratore e curatore ed al suo staff (composto dall’avv. Daniela Sollima, Michele Esposto, Giusy La Ferla e Pasquale Di Natale).

Per loro il lavoro si rivela molto più semplice nel momento in cui in municipio si presentano i parenti di una persone che era socia di una di queste società da più di un anno, che ha quindi (secondo il regolamento) maturato il diritto ad utilizzare il loculo acquistato precedentemente. Le difficoltà – invece – insorgono da otto mesi a questa parte per i defunti iscritti in una di queste società, ma da meno di un anno: secondo quanto previsto dalle norme vigenti, i parenti che li vogliono tumulare possono acquistare il loculo, ma non possono scegliere la società che l’ha costruito, poichè ciò deve avvenire per sorteggio e solo per i posti rimasti disponibili in prima e quarta fila.

Una limitazione questa che procura angoscia ai familiari dei defunti, uno dei quali ieri (il fratello di un giovane spirato a soli 36 anni) non rendendosi conto della situazione attuale ha protestato a lungo nei confronti degli (incolpevoli) impiegati.

C’è poi un’altra situazione che rischia di diventare un “caso” tra pochi giorni, e cioè che i loculi messi a disposizione dal magistrato per le tumulazioni sono stati 50 (10 per ogni società coinvolta nella indagine), 24 dei quali sono stati già richiesti e utilizzati. Cosa succederà quando gli altri 26 loculi serviranno?

«Occorre trovare la maniera – ha detto ieri un cittadino presente in municipio – di sbloccare la situazione. Non è giusto che per gli eventuali errori commessi da altri, a soffrire per questi effetti collaterali siano poi i familiari dei defunti che non c’entrano niente e che, nel momento del dolore, devono poi imbattersi in problemi burocratici del genere».

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