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Emergenza al pronto soccorso di Caltanissetta: pazienti sulle brandine

Affluenza straordinaria di malati, l'ospedale chiede aiuto alla Croce Rossa e ottiene in prestito quindici brandine

Emergenza al pronto soccorso di Caltanissetta: pazienti sulle brandine

L’affluenza maggiore si è verificata poco dopo le ore 22 di lunedì, quando al Pronto soccorso sono arrivate ben 35 persone ammalate: ciò ha procurato disagi incredibili ai pazienti – in questa occasione più che in passato – al punto tale che il manager Carmelo Iacono, nel momento in cui erano stati esauriti tutti i posti letto (e persino le sedie, sulle quali qualcuno la notte scorsa è stato costretto pure a dormire), ha chiesto aiuto alla Croce Rossa per farsi mandare una quindicina di lettini da campo.

Per molti dei pazienti costretti a ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto soccorso, le ore successive alll’arrivo nel presidio hanno rappresentato una “notte da incubo”, perché, non trovando posto né nelle due stanze dell’astanteria, né all’Obi (lo stanzone dove vengono ricoverati gli ammalati per le osservazioni brevi), sono stati costretti ad accontentarsi di una sistemazione provvisoria su uno sgabello o su una sedia recuperata da qualche parte, o addirittura nel corridoi. Pure per i medici di turno sono state ore da angoscia, perché non riuscivano a far fronte alle innumerevoli e incalzanti richieste di quanti chiedevano assistenza.

E per far fronte a questa gravissima situazione lo stesso Iacono, assieme agli altri due componenti della direzione strategica Marcella Santino e Alessandro Mazzara, già nelle prime ore della giornata lavorativa, ha convocato nella stanza del direttore sanitario Raffaele Elia, all’ottavo piano del nosocomio nisseno, tutti i primari dei reparti del “Sant’Elia”, “chiedendo spiegazioni” e possibili soluzioni per porre fine a quello che sta accadendo al Pronto soccorso nisseno.

Una riunione durata più di due ore, durante la quale c’è stato pure chi ha fatto “la voce grossa”, soprattutto quando è stato rilevato che un paziente da venerdì mattina si trova al Pronto soccorso in attesa di essere trasferito all’Obi, e poi al reparto. Inoltre è stato riscontrato che gli ammalati che arrivano al Pronto soccorso del “Sant’Elia” prima di essere visitati dai medici, a causa dell’eccessiva affluenza, sono costretti a rimanere in attesa per 12 o 16 ore, e a volte perfino 20 ore.

«Tutto ciò è un fatto assurdo – è stato detto dagli amministratori dell’Asp in presenza del primario del reparto, dott. Aulo Di Grande – soprattutto in un ospedale come quello del capoluogo nisseno, dove si sta lavorando per farlo diventare una delle quattro “strutture di eccellenza dell’isola”. Un ospedale che non può continuare a mantenere un Pronto soccorso organizzato in questo modo».

L’“intasamento” al Pronto soccorso è procurato – è stato rilevato nel corso della riunione – anche dal fatto che gli ammalati vengono trattenuti lì a lungo, e comunque, in alcuni casi oltre il dovuto. E ciò – hanno rilevato i primari presenti – anche perché alcuni servizi come quelli di Radiologia (dove nei giorni scorsi ci sono state le due Tac che non funzionavano) ed alcuni accertamenti indispensabili per effettuare una prima diagnosi molto spesso arrivano in reparto 4-5 giorni dopo la richiesta.

«Al “Sant’Elia” – ha sottolineato il manager Carmelo Iacono – ci sono delle professionalità di altissimo livello, ma vanno evitati disservizi che poi procurano disagi agli ammalati e determinano un certo discredito al buon nome della struttura ospedaliera nissena».

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