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Abusivi da sfrattare, si cercano soluzioni

Gli occupanti senza titolo delle case popolari in città sono circa 200

«A Caltanissetta, rispetto ad altre realtà, non esiste un fenomeno sproporzionato di abusivismo della case popolari»: è questa la convinzione generale che accompagna la questione delle occupazioni non autorizzate degli appartamenti di proprietà dell’Iacp. Anche se il problema nel capoluogo riguarda circa 200 famiglie, che vivono in questi appartamenti senza averne titolo da circa venti anni e che è diventato di difficile soluzione, specialmente se si tiene conto che attualmente ci sono altre 429 famiglie che hanno seguito il procedimento previsto dalla legge per l’assegnazione di uno di questi alloggi e che aspettano da diverso tempo che venga utilizzata la graduatoria del concorso bandito dal Comune per effettuare le assegnazioni.

Un problema di cui – dopo gli sfratti disposti dall’autorità giudiziaria nei giorni scorsi, a cui si sta dando esecuzione – si tornerà a parlare la prossima settimana nella prefettura di Caltanissetta tra i rappresentanti degli enti pubblici coinvolti nella vicenda: è stato infatti il prefetto Maria Teresa Cucinotta a convocare i rappresentanti dell’Istituto autonomo per le case popolari, del Comune capoluogo e i responsabili provinciali delle Forze dell’ordine.

«L’unica soluzione possibile per accontentare le potenziali aspettative degli abusivi – dicono i funzionari interessati – è quella di una sanatoria legislativa approvata dall’Assemblea regionale siciliana. Ma di questo argomento non sembra che l’Ars se ne voglia occupare, anche perché tra queste famiglie che sono andate ad occupare un alloggio ce ne sono molte che non hanno i requisiti, poiché, da quello che è dato sapere, hanno un reddito sufficiente per andare a cercare una casa in affitto e poterla pagare. Ma poi, quello delle occupazioni abusive, è un fenomeno che non sembra destinato a fermarsi: di episodi di questo tipo ce ne sono anche di recenti, come quelli verificatisi soprattutto al villaggio Santa Barbara, ma anche al quartiere “Pinzelli”, e allo “Stazzone” in via Cinnirella o in via de Cosmi. Insomma, uno se ne risolve caso e subito dopo se ne ripropongono tanti altri. E i protagonisti sono a volte familiari di vecchi assegnatari, oppure vicini di casa che, sapendo che un appartamento vicino è rimasto vuoto, vanno ad occuparlo. O ancora gente che si è trasferita in altra città, e che preferisce tenere il vecchio alloggio per abitarlo in occasione delle ferie».

Il Comune di Caltanissetta, da parte sua, sta provando a trovare una soluzione: recentemente ha adottato un provvedimento in sinergia con la “Caritas” cittadina, utilizzando la somma di 70 mila euro per consentire a dodici famiglie di abusivi di andare a trovare un alloggio di privati e pagare l’affitto per loro conto, con un contributo per la durata di un anno. Ma questa è una soluzione-tampone che non accontenta le famiglie interessate, che vorrebbero rimanere per sempre nella casa in cui abitano, senza abbandonarla mai più.

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