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Bioraffineria Gela, arrivato il via libera alla realizzazione dell'impianto

Concessa dal ministero dell'Ambiente l'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per il progetto dell'Eni

Bioraffineria Gela, arrivato il via libera alla realizzazione dell'impianto

GELA - Il processo verso la messa in marcia della seconda bioraffineria d’Italia dopo quella di Marghera, ha segnato ieri un significativo passo avanti.

E’ arrivato, infatti, il via libera del ministero dell’Ambiente all’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per il progetto di green refinery che Eni realizzerà usando in parte vecchi impianti della lavorazione del petrolio e realizzandone di nuovi. Attorno al tavolo ministeriale, oltre ai funzionari del Ministero, anche il sindaco Domenico Messinese, il Libero consorzio dei Comuni di Caltanissetta e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Sono gli enti che hanno dato il loro parere positivo al documento che disciplina le attività della bioraffineria ed in particolare le sue emissioni in atmosfera, nel suolo, nelle acque.

Ora si può dire che Eni può avviare a Gela la costruzione della nuova raffineria green di cui ha già anticipato alcune attività propedeutiche come la bonifica dell’area su cui sorgerà il moderno impianto di steam reforming.

Lo start alla produzione è previsto nel 2018. Rispetto all’accordo assunto con il protocollo del 2014, la raffineria non produrrà carburanti verdi usando solo l’olio di palma ma potrà trattare anche cariche più avanzate come gli oli esausti , i rifiuti vegetali, i resti della macellazione. In questo senso sarà la terza bioraffineria d’ Europa.

«L’autorizzazione che abbiamo firmato - ha detto il sindaco Domenico Messinese, presente al tavolo ministeriale, è come se fosse stata sottoscritta da tutti i cittadini gelesi che credono nel valore del lavoro, mai disgiunto dal rispetto dell’ambiente e della salute. La nuova green refinery non solo sorgerà sulle aree che godono della certificazione di bonifica, come nel caso dello steam reforming, ma ubbidirà a rigidi parametri, ancora più restrittivi di quelli europei, a tutela dell’ambiente. Con questo progetto Gela segna la svolta industriale dalla chimica tradizionale ad un modello sostenibile di sviluppo».

La bioraffineria di Gela, secondo i dati diffusi da Eni, avrà la capacità di lavorazione di 710.000 tonnellate di oli vegetali all’ anno con una produzione 530.000 tonnellate annue di biodiesel.

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