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Si ritorna a temere per le sorti del distretto di Corte d'Appello

Scatta una nuova mobilitazione. Presto il caso all’esame del Consiglio comunale

Si ritorna a temere per le sorti del distretto di Corte d'Appello

Caltanissetta - «E’ indispensabile che il Governo ed il Parlamento nazionale prendano atto di come e quanto la Corte di Appello e il Tribunale di Caltanissetta costituiscano un presidio imprescindibile di legalità del centro Sicilia, un presidio strategico ed efficiente che ha sempre dimostrato con i numeri, le statistiche, ma soprattutto nel merito di essere una baluardo a tutela della collettività tutta»: è quanto sostiene l’avv. Annalisa Petitto che interviene dopo che il Consiglio dei Ministri in occasione del decreto legge con il quale saranno istituite le sezioni specializzate in tema di immigrazione, non tiene conto del Tribunale nisseno, dove, da anni ormai esiste una sezione con giudici che si occupano prevalentemente della materia. Una decisione che ha destato preoccupazione in città e ha visto la reazione anche del Consiglio dell’Ordine degli avvocati che da anni è in prima linea per “blindare” la Corte d’Appello, strategica dal punto di vista occupazionale per il territorio.

«Ancora una volta – aggiunge l’avv. Petitto che, nel ruolo di componente dell’assise municipale del Partito Democratico conta di portare l’argomento anche in Consiglio comunale – abbiamo assistito ad un taglio verticale di competenze, esperienze e professionalità che non tiene conto del contesto territoriale nisseno, un contesto che ospita uno dei tre Cie d’Italia (con circa 110 richiedenti asilo, ndr), nonché il più grande Cara della Sicilia dopo quello di Mineo (con 554 persone, ndr), a cui vanno aggiunti altri 327 immigrati accolti nei Cas. Come politico, ma anche come avvocato ritengo che quella che ci aspetta è una battaglia di civiltà e di giustizia che deve necessariamente vedere insieme tutte le forze politiche, le istituzioni, l’avvocatura, la magistratura, i dipendenti della Corte e la città intera. Mi interrogo anche su un provvedimento che, oltre a ledere il diritto ad una giustizia rapida e prossima di chi arriva nelle nostre coste, non tiene conto dell’aspetto economico e logistico, poiché per partecipare alle udienze presso il Tribunale di Palermo i migranti dovrebbero essere tradotti a spese dello Stato, tramite le forze dell’ordine che dovrebbero ulteriormente sobbarcarsi anche tali compiti. Credo dunque che vi siano tutti gli argomenti e le ragioni politiche, di giustizia, sociali, logistiche ed economiche per portare all’attenzione delle competenti commissioni parlamentari una proposta di emendamento con il quale anche nel tribunale di Caltanissetta venga istituita la seizione specializzata che, ribadisco, già di fatto esiste».

«Il Pd ha affrontato la questione – dice ancora l’avv. Petitto – la questione durante l’assemblea cittadina, durante la quale è stata unanime la volontà di seguire in prima linea, ed a difesa del Tribunale nisseno, la vicenda per tramite dei nostri rappresentanti in Parlamento e nel Governo. Da parte mia, oltre che con l’on. Daniele Cardinale, ho avuto dei contatti con l’on. David Ermini, responsabile Giustizia della segreteria nazionale dei “dem” e componente della Commissione Giustizia alla Camera, affinché, per loro tramite, venga compreso dagli altri componenti delle Commissioni giustizia che l’istituzione della sezione specializzata in tema di immigrazione anche presso il Tribunale di Caltanissetta risponde a principi di giustizia, di sicurezza, di tutela sociale, di economicità, efficienza ed efficacia della giustizia, principi che non possono essere derogati da tagli trasversali che non tengono nella giusta e doverosa considerazione le caratteristiche, le esigenze e le peculiarità del nostro territorio».

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