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Gela, il centrosinistra in frantumi, niente sfiducia alla presidente del Consiglio

Senza esito la mozione contro Alessandra Ascia presentata da 14 esponenti della maggioranza: non c'erano i 16 voti necessari ed è anche caduto il numero legale. Il M5S prepara invece la sfiducia al sindaco Domenico Messinese, eletto proprio con i grillini (che ma che ha lasciato il movimento)

Gela, approvato nella notte dal Consiglio comunale il bilancio di previsione

Gela. Senza esito la mozione di sfiducia, appoggiata da 14 consiglieri comunali di Gela, contro il presidente dell’assemblea elettiva, Alessandra Ascia. L’apposita seduta straordinaria, svoltasi ieri sera, si è conclusa con un nulla di fatto, dopo un dibattito dai toni molto accesi, perché non c'erano i numeri per sfiduciare la Ascia (ne occorrevano 16 sui 30 consiglieri in carica) e alla fine nemmeno il numero legale per garantire la prosecuzione dei lavori, tant'è che non c'è stata alcuna votazione.

La riunione ha comunque evidenziato la netta frattura multipla esistente nel gruppo del Pd e, più in generale, nello schieramento di centro-sinistra, che a Gela è stato fino a ieri «maggioranza» in consiglio comunale. A volere la rimozione di Alessandra Ascia, accusata di non essere più «super partes» e di «incapacità a gestire l’attività del consiglio», erano stati proprio alcuni suoi amici di partito.

Un’altra mozione di sfiducia è quasi pronta per il sindaco, Domenico Messinese, ex M5s. A promuoverla sono i consiglieri pentastellati che, nel dicembre del 2015, hanno voluto la sua espulsione dal movimento appena sei mesi dopo l’avvenuta elezione.

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