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Gela, spaccio e regole mafiose nel quartiere San Giacomo: 12 arresti

Nell' operazione "Praesidium" indagati sette adulti e cinque minorenni. Gli abitanti del rione intimoriti con incendi alle auto e alle porte di casa

Gela, spaccio e regole mafiose nel quartiere San Giacomo: 12 arresti

GELA (CALTANISSETTA), 23 MAG - Gli agenti del commissariato di Polizia di Gela stanno eseguendo dall’alba 12 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sette adulti e cinque minorenni accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e danneggiamento.


L’operazione è stata denominata "Praesidium" perché gli indagati, secondo l’accusa, avevano trasformato la loro area di spaccio, nel quartiere San Giacomo, spadroneggiando e imponendo a residenti e negozianti, con il terrore, le proprie regole malavitose. A chi si ribellava bruciavano l’automobile o le porte di casa, garage, magazzini. A un abitante del rione hanno incendiato la macchina perché si era permesso di consegnare alla polizia le registrazioni della telecamera di videosorveglianza posta sul suo portone.

Le indagini, coordinate dal dirigente del commissariato, Francesco Marino, sono iniziate nel luglio del 2016 per concludersi a gennaio del 2017. I procuratori di Gela, Fernando Asaro, e del tribunale dei minori di Caltanissetta, Laura Vaccaro, hanno chiesto e ottenuto i provvedimenti restrittivi, rispettivamente dal gip Paolo Fiore, per gli adulti, e dal gip Antonina Sabatino, per i ragazzi.

«Emerge - ha detto il procuratore Fernando Asaro, nel corso della conferenza stampa  - uno scenario di intimidazioni e minacce. Il tutto alla luce del sole in un quartiere, a Sant'Ippolito, considerato una zona franca. La base logistica della banda, era un’abitazione di via Lecce, dove avveniva il carico e lo scarico della merce rubata e che poi veniva rivenduta. A chi osava ribellarsi veniva incendiato il portone di casa, il garage o l’auto. Colpisce soprattutto la spavalderia dei minorenni». «Ognuno - ha aggiunto il dirigente del Commissariato di Gela, Francesco Marino - ricopriva all’interno dell’organizzazione un ruolo ben preciso. C'era chi si occupava di furti, chi dello spaccio e chi degli attentati incendiari». Fra gli episodi scoperti, anche il furto di un televisore a schermo piatto, appartenente ad una scuola elementare. Sono finiti in carcere i gelesi Giovanni Canotto 21 anni, Carmelo Meroni 31, Paolo Melilli 33. Arresti domiciliari per Giuseppe Giaquinta 46 anni, Maurizio Smorta 21, Antonio Fusco 61 e un romeno, Neculai Vlad Cozma di 24 anni. Gli indagati sono accusati a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti, furti, ricettazione e danneggiamenti. 

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