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«L'ex Liceo può ospitare i migranti, l'Ipab "Pagano" non è più idoneo»

La Prefettura ha dato l’ok all’accoglienza di 95 stranieri a San Cataldo

«L'ex Liceo può ospitare i migranti,  l'Ipab "Pagano" non è più idoneo»

San Cataldo (Caltanissetta) -  Quello pubblicato dalla Prefettura sul proprio sito istituzionale è un documento “chiave” su quella che dovrebbe essere l’organizzazione del piano di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nella nostra provincia e, in particolare, l’ospitalità a 95 migranti all’istituto di via Mazzarello a San Cataldo. Si tratta, infatti, dell’avviso di aggiudicazione del servizio per l’anno 2017, che indica l’Associazione temporanea d’impresa con capofila il consorzio di cooperative “Progetto Vita” di Caltagirone, seguita come mandanti dall’associazione “San Filippo Apostolo” di Caltanissetta, la società cooperativa “Petix” di Montedoro, la cooperativa sociale “Montesolidale” onlus di Montedoro e la Srl “Ad Majora” di Mazzarino.

Dunque, sembra sia giunta al termine una procedura avviata a dicembre, con la pubblicazione da parte della Prefettura del bando di gara. L’Ati in questione, come si evince dalle documentazioni, è risultata l’unico operatore ammesso alle procedure di appalto. Per San Cataldo, il consorzio “Progetto Vita” aveva indicato, appunto, l’ex liceo artistico regionale, struttura al centro degli sguardi di amministratori, comitati, esponenti politici e comuni cittadini, per la vicinanza ad una scuola elementare e ad un quartiere definito “a rischio”. Ebbene, la stessa Prefettura ha pubblicato anche un verbale relativo all’ammissione, valutazione delle offerte ed assegnazione del servizio di accoglienza, che riguarda la situazione del plesso di via Mazzarello, preso in affitto dalla coop di Caltagirone a seguito di accordo con la locale Fondazione “Casa dei Fanciulli Cammarata”. In esso viene spiegato come il 28 marzo scorso vi sia stato un sopralluogo: ne è scaturita una relazione istruttoria tecnica inviata dal Comune di San Cataldo alla Prefettura. In particolare, l’ufficio Suap di Palazzo delle Spighe ha dato “parere favorevole alla realizzazione delle opere interne all’edificio a destinazione socio-assistenziale sito in via Mazzarello n. 5, da destinare a struttura di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”.

Non solo, a metà aprile il Comune ha trasmesso anche la “Segnalazione certificata di agibilità” dell’edificio, avanzata dal dott. Pietro Biondi (legale rappresentante di “Progetto Vita”), specificando come essa fosse conforme alle normative in materia. Di tutto ciò la commissione apposita ha preso atto, sciogliendo la riserva formulata a marzo e proponendo così l’aggiudicazione dell’appalto.

Aggiudicazione del servizio di accoglienza migranti che, in provincia di Caltanissetta, è riferita ad un totale di 420 posti, così distribuiti: nel Comune di Caltanissetta 125 posti (Ipab “Testasecca” 25 unità, struttura di via Mussomeli 100 unità); Comune di Gela 100 posti (struttura in contrada Manfria); Comune di Mazzarino 50 posti (struttura di via Caltanissetta); Comune di Montedoro 50 posti (struttura via Roma 25 unità, altrettante in via De Gasperi); Comune di San Cataldo 95 unità in via Mazzarello. In verità, come specificato nel verbale, l’offerta dell’Ati era di 445 posti, di cui 25 destinati in piazza San Francesco (l’Ipab “Canonico Pagano”): la struttura, però, non è stata ritenuta idonea. Ciò era stato rilevato dalla commissione nel verbale dello scorso 1° marzo: nell’ambito di un sopralluogo, era stato verificato come l’ingresso della struttura si trovasse su di un’area dalla quale si accede anche ad una chiesa aperta al culto; inoltre, per accedere al secondo piano dell’immobile, zona nella quale si sarebbero dovuti accogliere i richiedenti asilo, si sarebbe dovuto passare attraverso una scala che collega un’area al primo piano, giudicata all’apparenza inagibile e chiusa da mobili e suppellettili. E ancora, si è rilevato come l’uscita di sicurezza del piano terra immettesse in un cortile, a pochi metri di distanza dal quale è sito un immobile destinato ad altri usi.

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