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Niscemi, a scuola a luglio, il prof: "Ma non vale per i ragazzi, gli scrutini sono validi"

Ma l'Unione degli studenti annuncia proteste: giù le mani dalla nostra estate"

Niscemi, prof del Leonardo da Vinci presenta ricorso contro rientro in servizio

Non si placa la polemica dopo la decisione del preside dell’istituto di istruzione superiore "Leonardo Da Vinci» di Niscemi di fare tornare in classe, dal 17 al 22 luglio prossimi, 1.200 studenti e 120 docenti per completare il numero di ore di presenza obbligatoria dell’anno scolastico 2016-2017, ridotto a dicembre e a gennaio per il mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento. In 32 giorni, tra dicembre e febbraio, avrebbero accumulato 60 ore in meno, in virtù dei 20 minuti di riduzione per ogni ora di attività didattica decisa dal consiglio d’istituto per ridurre i disagi dei ragazzi. Se non dovessero presentarsi, i docenti rischiano di dover restituire 500 euro, gli studenti l'annullamento dell’anno scolastico a scrutinio già avvenuto e con le famiglie in partenza per le ferie estive.

Ma uno dei professori che hanno presentato il ricorso dalla quale la vicenda è nata frena: «Gli studenti e le loro famiglie possono state tranquilli, l’anno scolastico è valido e gli scrutini sono stati già fatti, non c'è alcun pericolo per loro».

«Abbiamo contestato una procedura e non mosse contestazioni erariali - spiega Traina - perché la sospensione dei 20 minuti e della sesta ora sarebbe, a nostro parere, dovuta essere deliberata dal Consiglio d’Istituto e non dal collegio dei docenti».

Sulla presenza di ispettori nell’Istituto, il professore Traina avanza un’ipotesi, da verificare: «Sarà stata avviato un controllo su un possibile danno erariale per il mancato impiego dei professori durante la sospensione delle lezioni d’inverno. Se fosse così - aggiunge - se il provvedimento di rientro a scuola è stato fatto seguendo le procedure previste, allora i professori dovranno farlo o saranno assenti ingiustificati. Ma per gli studenti e le loro famiglie - ribadisce - tutto prosegue come sempre. Non avranno problemi».

Ma intanto la polemica non si ferma: «Giù le mani dalla nostre estate» o «saremo pronti a protestare davanti scuola, da subito» ha per esempio avvertito l’Unione studenti siciliani secondo cui quello di Niscemi è un «abuso». «La scuola deve mettere in condizioni ottimali lo studente per poter apprendere - sostiene l’Unione studenti di Sicilia - ed è inconcepibile che a causa di problemi di riscaldamento gli studenti debbano impiegare la loro estate sui banchi di scuola. Il diritto all’estate, il diritto a delle strutture idonee non possono essere più negati». La portavoce della sede di Catania dell’Unione studentesca, Sara Zappulla, ha annunciato un’azione dimostrativa, davanti all’istituto «Leonardo da Vinci», se il preside, Cannizzo, non ritirerà il provvedimento. Contatti sono stati avviati con i sindacati per una iniziativa comune.

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