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Derubarono di 4 mila euro a coppia di pensionati: due donne in manette

Giovana Resizzi Scalora, 51 anni, e Fortunata Sesta, 30 anni, entrambe catanesi avevano agito in "trasferta" a Caltanissetta dove fingendosi medico e assistente sociale, avevano carpito la buona fede dei due vecchietti

Derubarono di 4 mila euro coppia di pensionati: due donne in manette

In trasferta da Catania a Caltanissetta per raggirare anziani ai quali rubare soldi. Ma adesso la giustizia ha presentato il conto alle catanesi Giovana Resizzi Scalora, 51 anni, e Fortunata Sesta, 30 anni, arrestate dalla Polizia, su ordinanza del gip di Caltanissetta, con l’accusa di furto e adesso detenute nel carcere catanese di piazza Lanza, in attesa di essere interrogate. Ad “incastrarle”, la targa dell’auto con la quale si erano spostate, nel luglio di un anno fa, da Catania a Caltanissetta, per rubare 4 mila euro a una coppia di anziani pensionati. Le due donne non avevano calcolato che l’auto – una Opel Corsa bianca dal particolare tettuccio nero - era stata filmata dalle telecamere del Sistema centralizzato nazionale targhe e transiti e quindi, dopo una serie di accertamenti e confronti, è stato un gioco da ragazzi per gli investigatori individuare la vettura e le due donne.

Un “modus operandi” piuttosto fruttuoso quello usato da Scalora e Sesta, le quali, arrivate a Caltanissetta nei paraggi del mercato “Strata ‘a foglia” di via Consultore Benitendi, avevano incrociato un’anziana che stava tornando a casa, dopo avere fatto la spesa. Le due donne si erano avvicinate alla pensionata dicendo loro di essere dipendenti di una cooperativa che si occupava di assistenza agli anziani e le offrirono un passaggio per tornare a casa, dicendo che stavano proprio per andare a trovarla per farle compilare dei moduli per l’esenzione dal pagamento del ticket per le medicine. L’ingenua vecchietta cadde nella trappola, convinta della buona fede, anche perché sia lei che il marito di 86 anni erano effettivamente assistiti da una cooperativa locale, informazione che le due catanesi erano in qualche modo riuscite a ottenere.

Arrivate nell’abitazione – dove il marito attendeva il rientro della moglie –, le due donne avevano iniziato a parlare con i due anziani dei farmaci che assumevano e avevano convinto il marito a sdraiarsi sul letto per una visita. Una delle due donne si era infatti spacciata per medico; poi con la scusa di dover recuperare lo sfigmomanometro per misurare la pressione, si erano allontanate. Nel frattempo, infatti, l’altra complice aveva frugato in cerca di refurtiva, trovando i 4 mila euro che la coppia teneva nella tasca di una giacca, appesa nell’armadio. Insospettiti, i due coniugi controllarono se i soldi fossero al loro posto ed ebbero conferma dei loro sospetti; l’unica cosa che restò loro da fare fu di denunciare l’accaduto in Questura.

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