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Ferragosto nel catanese, per falò e attendamenti c'è il divieto, però...

Solito pienone da Vaccarizzo a Calatabiano per la vigilia della festa dell'estate. "Botti" autorizzati nei lidi della Plaia

Ferragosto nel catanese, per falò e attendamenti c'è il divieto, però...

Catania - E alla fine, mettiamoci il cuore in pace, andrà come è sempre andata. In una città in cui la percentuale di utenti attaccati alla rete pubblica dell’energia elettrica è fra le più alte dell’intero Paese; in cui le rotatorie in strada si affrontano con la stessa disinvoltura di chi sta entrando nel salone di casa; in cui in pochi-pochissimi tengono in conto degli orari per il conferimento dei rifiuti (e non parliamo di vera differenziata...); in cui diventa normale ignorare i passi carrabili e impedire a chi ne ha diritto di entrare o uscire dal proprio garage o dalla propria abitazione, beh, figurarsi se per la notte di Ferragosto ci si manterrà ligi al dovere, evitando falò e attendamenti.

In teoria tutto ciò dovrebbe essere evitato, ma nella pratica, come si verifica ormai da anni, da Vaccarizzo a Calatabiano non è che saranno poi tanti i tratti di costa risparmiati da coloro i quali, approfittando fra l’altro del lungo ponte, quando i controlli saranno più rarefatti si sistemeranno con tende da campeggio tirate su all’improvviso, oppure con gazebi più o meno imponenti o, più semplicemente - magari sperando che il vento non dia fastidio più di tanto - con robusti ombrelloni piazzati in modo strategico ai quali appendere teli e teloni al fine di creare una stanza soggiorno particolarmente accogliente sull’arenile.

I servizi? Beh, per quello c’è sempre il mare. E nei casi più urgenti può anche bastare fare un salto dall’altra parte della strada per risolvere il problema.

Questo, è ovvio, riguarda la questione logistica, ma non va tralasciata l’altra ludica legata all’accensione dei falò. Anche per questi occorrerebbe una precisa autorizzazione (come quella per l’occupazione, anche momentanea, del demanio) ma è facile immaginare che nessuno procederà in tal senso. Eppure i falò spunteranno come i funghi già dopo una certa ora, illuminando quasi a giorno interi tratti di mare in cui i più coraggiosi, definiamoli così, si tufferanno per il tradizionale bagno di mezzanotte. In verità, sbirciando nella sezione ordinanze del sito della Guardia costiera di Catania, abbiamo scoperto che qualche autorizzazione è stata richiesta, ma questo non per attendamenti o falò, bensì per degli spettacoli di fuochi d’artificio che si terranno sull’arenile della Plaia.

A proposito di Plaia. Negli anni scorsi si sono tenuti sempre dei raduni con deejay specializzati in musica di tendenza che hanno catalizzato l’attenzione di migliaia di giovani e giovanissimi. Purtroppo in tali circostanze qualcuno ha esagerato e ciò ha determinato l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno sequestrato soprattutto sostanze stupefacenti e arrestato o denunciato gli spacciatori, segnalando in Prefettura i consumatori di tali sostanze. Ecco, forse tutto ciò ha impedito che tali appuntamenti venissero replicati anche per questo Ferragosto, cosicché le masse - a meno di “rave” organizzati con il solito sistema clandestino - saranno costrette a spostarsi verso altri lidi. Diciamo che ci si dovrà accontentare di discoteche sotto le stelle piuttosto casarecce.

Detto questo, va aggiunto che non sarebbe stato male - così come avviene in altre zone dell’isola e del resto d’Italia - che le amministrazioni comunali e pure le stesse autorità preposte al controllo si fossero esibite, in questi giorni, in campagne di sensibilizzazione tese a far comprendere a “quelli del Ferragosto” cosa e come fare durante la lunga notte dei festeggiamenti. Vero è che la legge è sempre la stessa e che, nei fatti, non ammette ignoranza, ma viviamo pur sempre in una città in cui i cittadini hanno bisogno di frequenti rinfrescate di memoria. Anche per quello che concerne l’abbandono in spiaggia dei rifiuti, che non sarebbe difficile portare via dentro uno o più sacchetti. Questione di civiltà e di rispetto del prossimo e della cosa pubblica, si potrebbe dire....

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