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Al via la Serie C, il Catania deve partire bene per cancellare il passato

Alle 18,30 il confronto al Massimino con il Fondi. Pozzebon resta a casa

Al via la Serie C, il Catania deve partire bene per cancellare il passato

Due anni di rodaggio sono bastati. Rodaggio utile tra colpi che facevano sperare, cocenti delusioni e sorprese che si sono consumate sui campi di periferia. E, del resto, se a Melfi arrivava i Real Madrid della Serie C la partita diventava un evento. Con tutto il rispetto per gli avversari che, anzi, hanno dato mazzate ai rossazzurri. E che mazzate.

Insomma, due anni negli inferi sono stati sufficienti per fare comprendere quanto stia soffrendo il Catania, vittima del suo padrone, che adesso sta cacciando i quattrini per rimediare e riportare le cose com’erano prima. Il lavoro di Lo Monaco, tra mercato, gestione patrimoniale, rapporti con la città e rivalutazione di un’immagine finita sotto i piedi di chiunque, sta dando qualche frutto. L’opera di ricostruzione sarà lunga e non facile, ma stasera si gioca e ogni cattivo pensiero va riposto nel cassetto.

Alle 18.30 ecco Catania-Fondi. In altri momenti avremmo scritto Lucarelli contro Giannini. Oggi è una partita di calcio delicata per chi ospita e interessante e stimolante per chi arriva da lontano. Il pubblico ci sarà. Quasi 5 mila abbonati (e ieri ai botteghini c’era fila per ottenere la tessera) sono un dato che incoraggia e porta a pensare che il numero potrebbe aumentare tra paganti e fedelissimi.

Lucarelli è all’esordio. L’unico precedente è legato alla vittoria in Coppa Italia con la Leonzio. Poi solo test, esperimenti e prove tecniche di moduli, titolari designati e sorprese. A proposito di sorprese, Ripa e Curiale potrebbero non partire dal primo istante. Si accomoderanno in panchina per poi essere impiegati, se possibile, nella ripresa se necessario.

I due attaccanti di riferimento sono indietro con la preparazione: spazio ad Anastasi (o Mazzarani falso nove) e Russotto, con Di Grazia tra le linee a fungere da supporto in fase di possesso e da freno quando la palla sarà del Fondi. Il sacrificato di turno, se non dovesse giocare in avanti, potrebbe essere Mazzarani per dare, in questa fase della stagione, al Catania, un equilibrio maggiore nella fase difensiva. Ma l’ex Crotone sarà fondamentale per assist e superiorità, dunque, se oggi dovesse essere escluso, tornerà titolare a Caserta o contro il Lecce.

Tra i convocati non c’è Pozzebon, segno evidente che tra il ragazzo e la società (e lo stesso tecnico) qualcosa si è già rotto. Sembrava, in precampionato, che l’ex del Messina potesse convincere il buon Cristiano. Ma evidentemente non è stato così e sul mercato, Pozzebon dovrebbe essere ricollocato per andare via da qui insieme con Calil. Proprio oggi che c’era l’esigenza di risparmiare Ripa e Curiale, sarebbe stato un giorno ideale per «Poz» versione centravanti. Invece, alle 9 della sera la lista dei convocati ha respinto ogni pensiero positivo al mittente.

Lucarelli, alla vigilia non ha parlato. Non lo farà per tutta la stagione, ma ha affidato al sito ufficiale il suo pensiero: «Bisogna vincere il più possibile per recuperare il ritardo accumulato sulle avversarie nello scorso campionato. Bisogna agire con umiltà e determinazione. Abbiamo lavorato durante in questo ritiro per arrivare allo sprint di marzo in un certo modo. Sono sicuro che i ragazzi daranno il massimo per togliersi le soddisfazioni che meritano».

Catania col 3-4-3 con il 4-3-3 addirittura? Possibile. In porta Pisseri: dietro Aya, Tedeschi, Marchese, con Semenzato a fare da esterno in mediana o da terzino destro. In mezzo Lodi a dirigere il gioco, con Caccetta, Da Silva laterali. In avanti Russotto che parte da dietro con Anastasi (o Mazzarani) e Di Grazia pronti a colpire.

Da parte del Fondi, il «principe» Giannini ha riconosciuto al Catania i galloni della sicura protagonista: «I rossazzurri cominciano il campionato da favorita e possono vincere. Il nostro compito non sarà scontato, anche noi, pur in ritardo di condizione, andremo in Sicilia per fare risultato, non certo rassegnati. Mai lo saremo».

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