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Pescheria di Catania, tra i banchetti fuggi fuggi per il blitz

Ieri mattina servizio di polizia municipale, guardia costiera e Asp: sequestri e sanzioni. Recuperati e donati in beneficenza 17 "spadotti", distrutte frattaglie

Pescheria di Catania, tra i banchetti fuggi fuggi per il blitz

Ebbene, a distanza di quattro giorni il blitz è stato ripetuto e con risultati ancora migliori. Anzi, peggiori, se si considera che i “pulcinella” sequestrati sono stati più della volta precedente e che, fra l’altro, la loro pesca rappresenta “garanzia” di impoverimento dei nostri mari, peraltro sempre meno pescosi.

Il blitz è stato condotto dallo stesso personale che ha operato qualche giorno prima, su disposizione del comandante della polizia municipale Stefano Sorbino e secondo le direttive del commissario capo Francesco Caccamo, comandante del reparto Annona e Sicurezza urbana, a seguito di numerose segnalazioni relative alla vendita di “spadotti” in piazza Alonzo Di Benedetto.

Le forze dell’ordine, accompagnate dai veterinari dell’Asp (diretti dal dottor Riccardo Gangi), hanno ripetuto le mosse di venerdì scorso, provocando la fuga degli abusivi che hanno lasciato in un paio di vasche 17 “pulcinella”. Questa volta il pesce è stato pure giudicato commestibile e donato in beneficenza.

Non è finita qui, in ogni caso, perché un sequestro è stato eseguito anche nell’area della pescheria che ospita le macellerie. In una busta di cui qualcuno si è disfatto rapidamente sono stati ritrovati scarti di fegato, trippa e polmoni di bovini - per circa 18 chilogrammi - sequestrati e distrutti perché in pessimo stato di conservazione. Sequestrati anche 7 contenitori di ricotta, che non era stata conservata alla giusta temperatura e che è stata ritenuta pericolosa per il consumo umano.

Le pattuglie si sono poi spostate in direzione Ognina, dove è stato controllato - in via della Felce - un ambulante che aveva posto in vendita pesce misto per circa nove chilogrammi. I prodotti ittici, controllati dai veterinari dell’Asp, sono stati posti sotto sequestro e, anche in questo caso, avviati a distruzione proprio a causa del loro cattivo stato.

Naturalmente l’ambulante è stato verbalizzato per avere posto in vendita pesce in cattivo stato di conservazione e privo di tracciabilità.

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