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Uccise giovane nel suo podere: ricorre in Cassazione contro condanna

Il legale contesta la sentenza d'appello e sostiene la legittima difesa: la vittima sarebbe stato un ladro

Uccise giovane nel suo podere: ricorre in Cassazione contro condanna

CATANIA - E’ stato avanzato dalla difesa ricorso in Cassazione contro la sentenza della terza sezione della Corte d’assise d’appello di Catania che il 21 giugno 2017 ha condannato a 17 anni di reclusione, per omicidio volontario, Giuseppe Caruso, il 73enne che il 26 aprile del 2013 uccise con quattro colpi di pistola il 27enne Roberto Grasso, sostenendo di averlo ritenuto un ladro che si era introdotto nel suo fondo agricolo di Puntalazzo di Mascali. L’atto è stato depositato dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera.

Il penalista chiede alla Suprema Corte di annullare la sentenza per 'manifesta nullità', sottolineando che nelle oltre 60 pagini delle motivazioni, depositate dopo 9 giorni, i giudici hanno «richiamato e aderito pienamente alla sentenza» di primo grado «senza un’adeguata valutazione critica». L’avvocato Lipera contesta anche «l'insufficienza e contraddittorietà della motivazione» visto che, sostiene il difensore, «risulta chiaramente e incontrovertibilmente dagli atti che il povero Caruso abbia agito esclusivamente per difendere la propria incolumità utilizzando, nel corso dell’aggressione subita, l'unico strumento che aveva a disposizione per scampare alla violenta aggressione». Il legale contesta anche i 600mila euro di danni concessi come statuizioni civili» e chiede alla Corte di Cassazione di «annullare senza rinvio la sentenza impugnata, assolvendo l’imputato perché il fatto non costituisce reato».

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