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Etna, meno cenere ma aumentano i tremori

Etna, meno cenere ma aumentano i tremori L’aeroporto di Catania aperto con limitazioni

Sciame sismico e “lesioni” sulla strada Mareneve Vd / Ft Sat

Etna, meno cenere ma aumentano i tremori L’aeroporto di Catania aperto con limitazioni

CATANIA - Prosegue tra alti e bassi d’energia l’attività dell’Etna, che ha fatto registrare un decremento di emissione di cenere lavica, tanto da fare passare, stamattina, da rosso a arancione l’allerta Vona dell’Ingv per l’aeronautica. L’aeroporto internazionale di Catania è operativo, ma con delle restrizioni negli atterraggi: 5 voli l’ora. Nessun limite ai decolli. Due partenze per Roma e una per Milano Linate sono state dirottate a Comiso, dove erano atterrati alcuni aerei aerei durante la chiusura dello spazio aereo su Catania della scorsa notte. Sul vulcano attivo più alto d’Europa continua, comunque, l’emissione di lava, accompagnata da fontane di lava, che non sono sempre presenti, che ha generato due colate che dai crateri sommitali si dirigono nella desertica Valle del Bove, e che appaiono alimentate, ma, al momento, non con l’energia sufficiente per proseguire il loro "cammino". 

 

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L’attività dell’Etna è costantemente sorvegliata da esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania che hanno registrato anche una serie di eventi sismici localizzati nell'area etnea. Il "movimento" della faglia della Pernicana, sul versante nord-nord-est dell’Etna, ha causato uno sciame sismico con ben 46 scosse scosse sul vulcano,  la maggior parte delle quali avvertibili soltanto a livello strumentale. Quattro invece gli eventi di maggiore intensità, in magnitudo,  rilevati dall’Ingv di Catania: 3.8 alle 10:28, 2.9 alle 10:32, 2.4 alle 10:36 e 3.2 alle 11:53. La profondità dell’epicentro, quasi superficiale, compresa tra 0 e 7 chilometri, degli eventi collega i terremoti dall’attività eruttiva dell’Etna. Isismi sono stati localizzati nella zona compresa tra Piano Provenzana e Piano Pernicana. Gli eventi sono stati avvertiti in alcuni paesi alle pendici dell’Etna, ma, al momento, non sono segnalati danni a cose o persone. 

 

 

 

 

 


In coincidenza con lo sciame sismico, sono state segnalati episodi di fratturazione, con aperture di circa 2-4 cm, che hanno interessato il manto stradale della Mareneve, al di sopra di quota 1.450 metri sul livello del mare. Altri due terremoti sono stati registrati nell’area di Solicchiata (basso versante settentrionale del vulcano) 00.21 locali (magnitudo 2.6) e alle 10.36 locali (2.4) con profondità comprese tra i 7 e i 14 chilometri.  Ricercatori dell’Ingv-Oe stanno studiando il fenomeno con l’analisi della sismicità e delle deformazioni lente del suolo. La sala operativa continua a monitorare l’evolversi della situazione, aggiornando tempestivamente il Dipartimento della Protezione Civile e le locali strutture di protezione civile.

 

 

 

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