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Dirty Oil, catturato a Lampedusa maltese Debono: è un ex calciatore

I finanzieri lo hanno scovato sull'isola: secondo la Procura di Catania era lui il tramite per arrivare alle milizie libiche che trafugavano petrolio. Procuratore Zuccaro: «Indagine tutt'altro che compiuta»

Gasolio rubato in Libia venduto in Europa attraverso la Sicilia: 6 arresti

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, in collaborazione con i colleghi della Brigata di Lampedusa e di quelli della Sezione Navale di Catania, hanno arrestato a Lampedusa Darren Debono, 43 anni, cittadino maltese destinatario, nell’ambito dell’operazione “Dirty Oil”, di una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale etneo. L'uomo è un ex difensore della nazionale di calcio maltese: con la nazionale di Malta, ha collezionato 56 presenze tra il 1996 e il 2002. 

Darren Debono, secondo l’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, sarebbe tra gli organizzatori dell’associazione a delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico illecitamente asportato dalla raffineria libica di Zawyia e destinato ad essere immesso nel mercato italiano ed europeo.

L'ex calciatore costituiva il punto di contatto con il libico Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa alias “il Malem” (il capo), capo di una milizia armata stanziata nella zona costiera al confine con la Tunisia, anch’egli destinatario di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Dirty Oil”.

«L'indagine è tutt'altro che compiuta, ma in questo momento non vi è dubbio che possiamo registrare un risultato importante, questo traffico tra la Libia e l’Italia è stato interrotto». Lo ha detto il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, commentando l’inchiesta sul riciclaggio di gasolio libico rubato dalla raffineria libica di Zawyia e immesso nel mercato italiano ed europeo. nel corso della registrazione della puntata di Petrolio, in onda domani sera a mezzanotte su Rai 1. «Abbiamo evidenza che a Malta vi è un crocevia di diversi traffici di natura illecita. Senza potere scendere nello specifico non vi è dubbio che anche la procura di Catania punti i suoi riflettori su Malta per accertare quali - prosegue Zuccaro -.

Possiamo dire che nell’anno di osservazione, tra il gennaio 2015 e gennaio 2016, abbiamo accertato l’arrivo illecito di 80 milioni di chili di gasolio libico, che per quanto riguarda il valore d’acquisto corrisponde a poco meno di 30 milioni di euro e sul mercato ha un valore di oltre 50 milioni di euro». Sui possibili collegamenti esistenti tra l’uccisione della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia e i traffici oggetto dell’indagine, Zuccaro ha risposto: «Quando viene uccisa una persona che ha il coraggio di andare a cercare la verità e di denunciarla all’opinione pubblica, evidentemente nel paese dove questo accade avviene qualcosa di molto grave».

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