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Catania, slitta ancora la consegna del nuovo ospedale San Marco

Rinviata la consegna dell'ospedale già fissata per il 31 ottobre dall'ultimo accordo L'azienda Policlinico-Ove sarebbe pronta ad applicare le penali

Catania, slitta ancora la consegna del nuovo ospedale San Marco

Nell’agosto scorso dopo ripetuti annunci e protocolli sulla consegna dell’opera sanitaria - va ricordato che all’inizio dell’inverno 2016 era stata annunciata come data ultima di consegna quella del 9 febbraio 2017 - era emersa la notizia che tra le parti era stata trovata una intesa nella quale la Tecnis si impegnava a concludere i lavori entro la fine di ottobre. L’azienda aveva preventivato 60 giorni di tempo per gli ultimi ritocchi nella struttura che una volta consegnata diverrà una delle opere sanitarie più moderne da Roma in giù.

Si vocifera che all’epoca dell’accordo, nel documento inviato al Policlinico dall’ufficio del commissario straordinario del colosso catanese dell’edilizia si faceva espressamente riferimento ai tempi necessari per il completamento dell’ospedale, fissando proprio in due mesi, (sembra quindi per la fine di questo ottobre) il tempo massimo per ultimare il cantiere.

Alla luce di questi fatti e della ormai notizia che la consegna dell’opera slitti ancora adesso l’interrogativo è cosa accadrà visto e considerato che l’azienda Policlinico, sembra già irritata per i forti ritardi del passato, avrebbe comunicato alla Tecnis che potrebbe essere costretta ad applicare le penali previste dall’accordo. Penali, che se si fa riferimento a quanto dichiarato a luglio in una nota da Cgil, Uil e Fillea e Feneal potrebbe addirittura aggirarsi tra 60 e 80 mila euro al giorno. Una somma che nella malaugurata ipotesi che la consegna slitti di mesi potrebbe mettere in seria difficoltà la stessa impresa. Il tutto per il ritardo di soli 60 giorni. I sindacati Cgil, Uil, Fillea e Feneal nella nota di luglio avevano già espresso forti preoccupazioni spiegando che «I lavoratori ed i fornitori, che hanno continuato a lavorare nonostante le note difficoltà finanziarie, devono essere messi nelle condizioni di potere operare per il completamento dell'opera di cui tutta la Sicilia, Catania e soprattutto gli abitanti di Librino e San Giorgio, hanno bisogno. Non è possibile - scrivevano allora i segretari - immaginare alcuna battuta d’arresto, specialmente adesso che i lavori sono quasi finiti e manca pochissimo al traguardo. Viceversa, se i lavori per il completamento dovessero rallentare, la consegna rischia lo slittamento di parecchi anni anche perché eventuali - e non auspicabili - subentri nella esecuzione dei lavori sarebbero oltremodo problematici se non impossibili».

Da indiscrezioni sembra comunque che il cantiere sarebbe ripartito, ma non si ha certezza con quante maestranze e che tempi si prevedono per ultimare la struttura. E’ chiaro che a questo punto tutte le parti devono serrare i ranghi e chiarire alla città se siamo di fronte a un ennesimo slittamento della consegna di molti mesi o se al contrario si tratta soltanto di qualche settimana. Il nodo ora sta anche nella decisione del Policlinico che dai primi di novembre potrebbe dare seguito all’applicazione delle penali.

Archiviato questo passaggio, speriamo nel miglior modo possibile in particolare per la città e per il miglioramento dell’assistenza sanitaria, ma anche per l’azienda, le maestranze e il Policlinico sarà fondamentale far ripartire la discussione sul personale che sarà destinato al nuovo ospedale. Si parla anche dell’attesa di una autorizzazione del ministero per procedere all’assunzione del personale occorrente per l’apertura, soprattutto di quelle discipline che rischiano di restare sguarnite. L’argomento è stato anche oggetto di numerose riunioni con l’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi, ma sembra logico che alla luce delle elezioni regionali sarà il prossimo presidente e la sua Giunta a dover riprendere - speriamo subito - il bandolo della matassa.

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