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Assalti notturni ai Postamat, sindaci chiedono attenzione

Ben otto colpi nel catanese in soli dieci giorni. L'allarme anche dei sindacati per dipendenti, clienti e anche per gli abitanti dei palazzi sovrastanti le sedi postali

Assalti notturni ai Postamat, sindaci chiedono attenzione

Catania - E’ emergenza criminalità. Ben 8 assalti ai “Bancomat” in soli 10 giorni, fanno emergere con tutta evidenza che c’è una o più bande dedite a questa attività a “tempo pieno”. E nessuno riesce ancora ad “inchiodare” gli autori.

Nel mirino soprattutto gli uffici postali. Sventrati. Oggi chiusi. Inagibili. E’ palese la preoccupazione dei sindacati di categoria che temono per l’incolumità dei dipendenti e dei clienti. E pure delle istituzioni, chiamati a fronteggiare un fenomeno che è diventato davvero preoccupante (e che causa anche ingenti danni agli immobili che ospitano gli istituti di credito e alle abitazioni private limitrofe), specie dopo gli ultimi tre assalti ai postamat (tra venerdì, sabato e domenica) di San Giovanni Galermo, Ficarazzi e Camporotondo. «Un quadro allarmante – dichiara il segretario regionale della Cisl Poste, Giuseppe Lanzafame –.  Le istituzioni devono intervenire con forza. Questi sono i crimini più odiosi per la gente, privata di un servizio importante come quello offerto dalle Poste».

Un quadro complessivo che invoca un aumento del numero delle forze dell’ordine. C’è chi addirittura invoca la presenza dell’Esercito a supporto di carabinieri e polizia per presidiare i punti vulnerabili.

«Non c'è tempo da perdere, bisogna necessariamente intervenire e subito» considera il primo cittadino castellese Filippo Drago. Alcuni sindaci dell’hinterland hanno chiesto un incontro con il Prefetto e con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, per rappresentare un andazzo che «semina terrore e senso di insicurezza fra i cittadini», evidenzia il sindaco di Camporotondo Filippo Privitera. Intanto le forze dell’ordine sono al lavoro per individuare e catturare i banditi che da dieci giorni continuano, utilizzando escavatori rubati nei cantieri, a sfondare pareti e vetri blindati per asportare i bancomat.

Il piano è sempre studiato nei minimi dettagli: dal furto del mezzo, al colpo (che viene consumato in una manciata di minuti) alla fuga. Un’intensa e redditizia attività illecita a cui la criminalità locale si dedica già da diverso tempo, basti considerare che negli ultimi cinque anni la media degli assalti ai bancomat si mantiene costante. Anche se differente è stata la tecnica impiegata. Non l’eleganza (si fa per dire) di una fiamma ossidrica, in questi ultimi mesi, ma metodi ancor più invasivi: la gru di un escavatore.

Un anno nero per le Poste, “inaugurato” a gennaio da un commando di malviventi entrato in azione mettendo in pratica la collaudata tecnica del furto con spaccata usando un mezzo cingolato. Nel mirino l'ufficio postale di via Provinciale della frazione acese di Santa Maria Ammalati. Per arrivare a novembre con il furto all’Ufficio postale di Valverde, dove i ladri hanno estratto lo sportello bancomat con un escavatore meccanico rubato poco prima da un cantiere edile della zona. E i più recenti di San Giovanni Galermo, Camporotondo e Ficarazzi.

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