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Pubbliservizi, eseguiti 2 pignoramenti: ora rischio pressing degli altri creditori

L'ufficiale giudiziario di corte d'appello al Credito Siciliano. S'aggiunge la beffa del blocco delle somme e delle spese legali. Oggi sciopero

Pubbliservizi, eseguiti 2 pignoramenti: ora rischio pressing degli altri creditori

L’altro giorno in una filiale del Credito Siciliano si è presentato l’ufficiale giudiziario della Corte d’appello di Catania per pignorare alcune somme a disposizione della Pubbliservizi (5.814,81 euro a favore di un’azienda creditrice e 2.773,77 a favore di un’altra società). D’altronde, ed era solo una questione di tempo, i creditori stanchi di attendere hanno iniziato a soddisfarsi con quel poco che c’è nelle casse, nonostante, sostengono alcuni di loro, il presidente Silvio Ontario, appena nominato, aveva già provato, talvolta riuscendoci, a contattarli personalmente invitandoli a definire bonariamente i loro crediti.

Ma due note aziende catanesi fornitrici, stanche di attendere da quattro anni la riscossione del proprio credito, hanno preso una decisione drastica: non dare più credito alla municipalizzata, che sarà così costretta a reperire altrove le forniture, e attivare il recupero giudiziale del credito, con i conseguenti e non meno gravi danni dovuti al blocco delle somme e alle spese legali di procedura ed esecuzione.

Ontario d’altronde, dopo aver depositato i libri al Tribunale fallimentare di Catania, non avrebbe potuto fare altrimenti poiché le poche risorse disponibili per legge sarebbero dovute andare ai lavoratori che hanno la priorità. I risvolti dei pignoramenti saranno molteplici: innanzitutto i dipendenti e i sindacati reclameranno il mancato utilizzo di tali somme prima che venissero pignorate. In secondo luogo, l’«esercito» degli altri creditori (per circa 6 milioni di euro), sulla scorta dei pignoramenti già avvenuti, andrà all’attacco iniziando una vera e propria corsa all’azione giudiziaria per cercare di recuperare il più possibile. Al danno per la Pubbliservizi si aggiungerà la beffa, ovvero gli ingenti costi che comporteranno questi pignoramenti già eseguiti e gli altri in arrivo, visto che le spese legali e gli interessi talvolta triplicano il debito.

Oggi, intanto, è in programma lo sciopero con corteo (che partirà alle 8 dalle Ciminiere e si snoderà fino a piazza Università, con la partecipazione di tutte le sigle sindacali e degli autonomi) dei 380 dipendenti sotto procedura di licenziamento collettivo e senza stipendio da due mesi. Ontario, com’è noto, ha già avviato la procedura di fallimento per la Pubbliservizi, portando i libri in Tribunale, di fronte evidentemente al manifestarsi delle condizioni di legge: tre bilanci in perdita consecutivi, l’erosione del capitale sociale e l’impossibilità di rientrare del debito. Il fallimento però non è stato ancora dichiarato dal Tribunale che ha rinviato ogni decisione a dopo le festività natalizie, il 9 gennaio prossimo, segno tangibile del fatto che il fallimento lo si vuole evitare nella speranza che entro la fine dell’anno arrivino dall’ex Provincia (che a sua volta le attende dalla Regione) le risorse economiche necessarie alla sopravvivenza.

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