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Pubbliservizi, si va verso soluzione ponte: forse contratto tra due mesi

Domani il presidente della Società Silvio Ontario incontra il Ragioniere della Città metropolitana. «Solo il 9 gennaio sapremo se ci sarà o meno il fallimento»

Verso soluzione ponte per la Pubbliservizi: possibile contratto tra due mesi

Catania - Novità trapelano nella lunga e intricata vertenza Pubbliservizi. Domani, lunedì, alla Città metropolitana dovrebbe tenersi un incontro tra il presidente della società, Silvio Ontario, e il Ragioniere generale, Francesco Schilirò. Oggetto del «faccia a faccia» le procedure per vedere se è possibile firmare un contratto della durata di due mesi - novembre e dicembre - per consentire di sbloccare una somma equivalente che permetta alla società di pagare ai lavoratori gli ultimi due mesi dell’anno (ottobre è stato pagato) e acquistare del materiale per riavviare i servizi. Ontario si è detto fiducioso per la firma purché il contratto ricalchi la proposta formulata alcuni giorni fa anche al sindaco metropolitano Enzo Bianco, e cioè che ricalchi orientativamente il precedente. Ontario infatti quando c’era in carica il commissario regionale Salvo Cocina, non ha mai accettato di firmare un contratto che prevedeva una forte diminuzione dei fondi destinati all’azienda. In questo modo se con Schilirò sarà possibile trovare un punto d’intesa allora ci sarà un altro mese di tempo, quello di dicembre, per pianificare il futuro della società attraverso un contratto triennale che preveda garanzie, ma anche una più mirata riduzione delle spese e un’eventuale riduzione del monte orario da concordare.

Per quanto riguarda la procedura di licenziamento collettivo, Ontario ha spiegato che è stata «applicata secondo legge, dopo il mancato raggiungimento dell’accordo davanti all’Ufficio del lavoro con i sindacati» (che ieri lo hanno nuovamente attaccato con l’Ugl). Ontario ha però aggiunto che la questione al momento è lontana dal concretizzarsi. «Bisognerà attendere il passaggio in Tribunale del 9 gennaio e solo allora si chiarirà se l’azienda fallirà o no. Se l’azienda fallirà i licenziamenti collettivo diverranno realtà, ma se la Pubbliservizi non fallirà rientrerà tutto. Io sono fiducioso perché la Città metropolitana e i suoi vertici hanno dichiarato di volere assolutamente procedere alla salvezza della società. L’importante oggi è fissare l’attenzione sui 380 lavoratori e le loro famiglie che vanno garantiti, come bisogna garantire i servizi di pubblica utilità che sono molto delicati, come la manutenzione delle strade. Per questo dobbiamo pensare soltanto al bene dell’azienda e non a contrapposizioni anche politiche».

C’è comunque un dato da esaminare, qualora la procedura di licenziamento collettivo vada oltre. In questo caso si vocifera anche che si potrebbe procedere a una riassunzione del personale, ma attraverso l’azzeramento delle attuali mansioni ricoperte da una parte del personale di Pubbliservizi, per prevedere poi nuovi profili, a seconda delle necessità dell’azienda.

Intanto, come ha dichiarato lo stesso commissario al Consiglio metropolitano, Salvo Cocina il governatore Nello Musumeci potrebbe istituire a giorni il tavolo tecnico sulla crisi della società. Quanto alle notizie sul nuovo contratto di servizio definito dai vertici di Pubbliservizi col sindaco Bianco, Cocina, che invece quando era commissario alla presidenza aveva presentato a Ontario un contratto più stringente, ha dichiarato: «Da quello che si dice Bianco avrebbe concesso condizioni migliori per il contratto di servizio... Non so come farà...».

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