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Sequestro beni Fondazione Iom, legali: «Notizia falsa, nessuna speculazione»

Gli avvocati Fabio Lattanzi e Filippo Paterniti precisano che «I finanziamenti sono sempre stati versati esclusivamente su conti correnti intestati solo alla Fondazione»

CATANIA - «I finanziamenti sono sempre stati versati esclusivamente su conti correnti intestati solo alla Fondazione». Lo affermano i legali della Iom, avvocati Fabio Lattanzi e Filippo Paterniti, sul sequestro di beni per 4.2 milioni di euro eseguito dalla Guardia di Finanza di Catania.


«Spiace constatare un riferimento a presunte speculazioni - aggiungono i penalisti - in un settore così delicato come quello della ricerca oncologica. La notizia è falsa non essendo avvenuta alcuna speculazione, tanto che, sottolinea la stessa Procura, 'il contributo è stato erogato per la creazione di un struttura di eccellenza, effettivamente realizzata ed è stato inoltre acquistato un acceleratore lineare destinato alla ricerca e alla sperimentazione dei nuovi protocolli nel campo oncologicò».
I legali precisano che «i fondi pubblici erano insufficienti alla realizzazione del progetto, per questo e in accordo col Miur sono stati integrati con interventi privati». Le attività di ricerca oncologica, inoltre, spiegano dallo Iom, «necessitano di prestazioni diagnostiche e terapeutiche sulle quali essere svolte». La struttura della Rem Radioterapia è stata realizzata successivamente e senza alcun finanziamento pubblico, proprio per fornire prestazioni e servizi prodromici e indispensabili alla ricerca. Su questa struttura, peraltro, gravano tutte le spese, la manutenzione delle strumentazioni e il personale.


«La Fondazione Iom - osservano i legali - quindi, ha utilizzato tutti i finanziamenti per la ricerca cui era destinato il progetto, che continua a produrre risultati di rilievo scientifico a livello internazionale. Sono, come evidenzia la stampa, di nuovi protocolli nel settore oncologico, una eccellenza unica in tutta l’Italia meridionale. Le contestazioni della Procura sono riferibili alla correttezza nell’interpretazione della normativa, specie perché il progetto di ricerca per il potenziamento strutturale è stato dichiarato generatore di entrate». Gli avvocati Fabio Lattanzi e Filippo Paterniti «stanno dialogando con i sostituti procuratori incaricati delle indagini al fine di chiarire le questioni frutto delle complicazioni legislative che hanno generato incomprensioni in sede investigativa».

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