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Dubbi su apertura San Marco «Non è in nessuna rete ospedaliera. "Boutade" preelettorale?»

Si mostra scettico il segretario regionale Cimo Riccardo Spampinato sulla rapida entrata in funzione dell'ospedale catanese a Librino. «Si vuol fare credere a medici e infermieri da anni in attesa di un concorso»

Dubbi su apertura San Marco «Non è in nessuna rete ospedaliera. "Boutade" preelettorale?»

Si mostra assai scettico il dott. Riccardo Spampinato, segretario regionale del Cimo (Coordinamento italiano medici ospedalieri) e direttore della Odontoiatria speciale riabilitativa nel paziente disabile all’ospedale Ferrarotto, quando ci contatta per avanzare dubbi e tracciare «il quadro della situazione attuale». «Un ospedale, per nascere, tanto per cominciare ha bisogno di un Pronto Soccorso - continua Spampinato - che però non ha, perché quello del Vittorio Emanuele verrà trasferito al Policlinico. E allora, se non ha il Pronto Soccorso, se non ha la Cardiologia, se non ha l’Ortopedia, la Radiologia, il laboratorio d’analisi, la farmacia, l’Anatomia patologica; se non ci sono medici, infermieri, attrezzature, organizzazione del lavoro, direzione sanitaria, servizi; se non vengono fatti i collaudi sulla struttura e sulle attrezzature, di che stiamo parlando?».

Per Spampinato «è follia sostenere che quando chiuderà il Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele - per aprire quello del Policlinico - l’utenza di quella zona sarà indirizzata nella struttura in corso di potenziamento del Garibaldi, perché sappiamo benissimo che in quest’ultimo non solo non sono partiti i lavori, ma c’è addirittura un ricorso, per cui la ristrutturazione è al momento bloccata. E poi, tornando al San Marco, qual è il personale previsto? Gli oltre 400 posti letto da chi verranno gestiti? A chi andrà in carico il lavoro assistenziale di quest’ospedale? Se qualcuno sostiene che a marzo partiranno i concorsi dice una bugia. Perché le immissioni in ruolo che sta facendo il Policlinico servono soltanto per poter coprire l’organico insufficiente a garantire l’assistenza all’interno dei presidi Policlinico e Ove».

L’assessore regionale alla Sanità, sostiene il dott. Spampinato, «prima di parlare con il direttore generale dell’azienda, dovrebbe parlare con le forze sociali e con i sindacati, per fare un piano, per sapere da dove arrivano questi soldi, perché ci vogliono tanti soldi per poter fare l’inserimento in ruolo del personale che dovrà chiaramente riempire questo nuovo ospedale». «Se lei oggi va al Vittorio Emanuele e chiede dov’è la Cardiologia - continua - in realtà troverà un ambulatorio. E teoricamente questa Cardiologia è quella che dovrebbe andare al San Marco. Ma un ospedale con Pronto Soccorso può avere un ambulatorio di Cardiologia? Non credo. Deve avere un reparto con posti letto e un’Emodinamica. E come si fa senza medici e infermieri? Dirò di più: se c’è un Pronto Soccorso, ci dovrà essere un’Ortopedia; ma quella che c’è adesso all’Ove deve trasferirsi al Policlinico. Allora a quale Ortopedia ci si riferisce?

«Assessore - conclude Riccardo Spampinato - prima di dire certe cose si confronti con la realtà e con chi ha lavorato alla rete ospedaliera. Sappia, per esempio, che quando parliamo dell’arrivo di 20 anestesisti in azienda, questi non basteranno nemmeno a garantire i servizi in sofferenza del Vittorio Emanuele e del Policlinico, dove il numero degli interventi chirurgici si è ridotto fortemente proprio per la mancanza di anestesisti. Io, nel mio piccolo, ho dovuto rinviare 150 interventi da qui ai prossimi sei mesi».

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