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Con la prima neve dell'inverno assalto ai due versanti dell'Etna

Pienone domenicale al Rifugio Sapienza e a Piano Provenzana, ma qui la mancanza di catene per molti automobilisti ha creato ingorghi

Con la prima neve dell'inverno assalto ai due versanti dell'Etna

NICOLOSI - La condanna che sembrava ormai senza appello alla fine non c’è stata. La stagione invernale etnea durerà forse 15-20 giorni, ma quantomeno è iniziata. E per l’economia turistica dell’Etna in alta quota si tratta di un piccolo sospiro di sollievo davvero quasi insperato. Dopo lunghe settimane di inverno caldo, la neve si è ripresa il vulcano tutto in una volta. Sia sul versante nord, a Piano Provenzana, che a sud, nel piazzale del Rifugio Sapienza, si è ormai assestato uno strato di circa trenta centimetri. Un manto che finalmente ha nascosto un po’ ovunque la roccia lavica del paesaggio, finora prevalente rispetto alle timide chiazze bianche frutto delle scarne nevicate di dicembre e gennaio.

E così oggi sono entrati in funzione gli impianti di risalita sul versante nord. Aperti la seggiovia Pouchoz e le sciovie Monte Conca e Coccinelle. A sud la neve pure non manca, ma niente piste aperte.

Così il meteo, anche se in ritardo, si è fatto perdonare. La stagione è già compromessa, come ricordano gli operatori turistici, ma qualche giorno di sciate non farà male. Soprattutto per quel versante nord che, penalizzato durante l’ultima estate anche dal blocco delle escursioni ai crateri dell’Etna, puntava tutto sull’inverno - qui sempre generoso con la neve rispetto al versante sud - per invertire la tendenza negativa.

Le incognite venivano da servizi come la gestione della viabilità, in gran parte di competenza dell’ex Provincia di Catania, lungo la strada Mareneve. I mezzi spazzaneve erano riusciti ad entrare in funzione pur se in ritardo, liberando una traccia lungo le
carreggiate che ha impedito il blocco delle strade montane dell’anno scorso. Il tira e molla tra Comune, Pubbliservizi e Città metropolitana prosegue infatti da settimane, davanti ai cronici rallentamenti su manutenzione ed efficienza dei veicoli. Una pezza si era riuscito dunque a metterla, ma i disagi non sono comunque mancati, stavolta con la complicità di automobilisti
indisciplinati. Già intorno alle 8 di questa mattina, lungo il braccio di Mareneve che collega Piano Provenzana a Fornazzo
poco dopo i monti Sartorius, si è creato un maxi ingorgo di auto in panne per la mancanza di catene.

Sull’altro segmento della strada montana - lato Linguaglossa - i blocchi del traffico sono invece stati scongiurati dai controlli di vigili e polizia stradale al bivio di quota mille. Nulla di tutto ciò dall’altra parte della strada, dove alla fine il nodo si è sciolto
senza l’intervento di mezzi di soccorso.

Nessuna problema di viabilità invece sul versante Sud, dove Più di 60 pullman turistici e qualche centinaio di automobili hanno letteralmente preso d’assalto il piazzale, almeno fino all’ora di pranzo. Unica nota dolente, la disavventura capitata, nella zona dei Crateri Silvestri, ad una giovane donna che, scivolata accidentalmente sulla neve, ha riportato la frattura di un arto  inferiore. Immediato l’intervento dei soccorsi su segnalazione dei Rangers Europa. Sono intervenuti gli uomini del Sagf (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza) e del Soccorso Montano della Polizia di Stato, immobilizzando la malcapitata
e trasportandola nella vicina Guardia Medica, in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118. L’ingorgo creatosi in prossimità  dell’incidente è stato smaltito in tempi brevi e la viabilità subito ripristinata. Adesso non resta che attendere l’ispessimento del
manto nevoso e la battitura delle piste da sci.



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