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Appalto rifiuti a Catania, deserta anche la terza gara

Si profila l’ennesimo appalto ponte. D’Agata: «Le criticità erano state rimosse»

Appalto rifiuti a Catania, deserta anche la terza gara

«Abbiamo fatto di tutto per tenere in considerazione i rilievi sollevati - dice l’assessore all’Ecologia Rosario D’Agata - aumentando l’importo dell’appalto fino a circa 346 milioni per i sette anni, e introducendo un meccanismo di premialità con incentivi economici per l’impresa dal 17% di differenziata nel corso del primo anno. Ci appare strano che anche questa gara sia andata deserta, di certo segnaleremo il fatto alla Procura».

Cosa farà adesso l’Amministrazione?

«Faremo una valutazione sul da farsi e su quale procedura seguire, l’attuale servizio in proroga scadrà a fine marzo, un’ipotesi è una nuova gara ponte di quattro o cinque mesi, valutando se e cosa rivedere in una quarta gara, anche se restiamo convinti che in questo terzo bando venivano superate le criticità».

Convinzione questa da più parti non condivisa, con critiche che dal primo pomeriggio di ieri sono fioccate, dopo che si è diffusa la notizia.

«Un evento che condanna la città a rinnovare per l’ennesima volta il contratto ponte alle società Senesi-Ecocar, che costa 110mila euro al giorno alla cittadinanza con livelli di raccolta differenziata risibili, inferiori al 10%. Un evento che condanna la città - rileva Catania Bene Comune chiedendo la gestione diretta del servizio - ad affrontare tra qualche mese l’emergenza rifiuti perché non sarà più prorogabile l’appalto ponte. Le cittadine e i cittadini dovranno subire ancora per mesi l’assenza di una seria differenziata, i disservizi nella pulizia, una città sempre più sporca. Da 5 anni Catania aspetta un nuovo servizio di raccolta dei rifiuti, da tre anni si prova a effettuare una gara d’appalto che, mai successo in Italia, va per tre volte deserta. L’amministrazione Bianco ha fallito, un fallimento che stanno pagando e pagheranno le cittadine e i cittadini. Prefettura e autorità competenti devono subito intervenire per chiarire se interessi criminali hanno influenzato l’andamento delle gare e per farsi carico della gestione dei rifiuti della città, ormai fuori controllo». «Dopo che la gara è andata per l’ennesima volta deserta - sostengono il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Sebastiano Aricidiacono e il presidente della commissione Lavori pubblici Niccolò Notarbartolo - la città sarà condannata a mantenere l’attuale affidamento, che avrebbe dovuto essere temporaneo, alle ditte Senesi ed Ecocar per svariati mesi ancora. Catania, a dispetto delle decine di milioni di euro spese annualmente per il servizio, resterà sporca e degradata, ma soprattutto continuerà ad essere incapace di raggiungere le soglie minime di raccolta differenziata che la legge impone. E i cittadini, per un servizio così scadente, continueranno ad essere tartassati pagando l’imposta sui rifiuti più alta d’Italia». L’amministratrice della Dusty, Rossella Pezzino, che aveva già criticato in una lettera aperta le modalità anche del terzo bando, e previsto l’esito, si dice molto amareggiata. «Nel 2010 noi raggiungemmo il 14% di differenziata quando non era ancora richiesto, e ora siamo al 9,32% e in una situazione di totale incertezza, di cui a fare le spese sarà la collettività».

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