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Giarre, «Dal 118 ambulanza senza medico: così è morta mia sorella Emanuela»

La sorella maggiore della giovane trentenne deceduta poco dopo un'influenza, dalla quale sembrava essersi ripresa, punta l'indice contro il sistema d'emergenza, a suo dire, non adeguato

Giarre, «Dal 118 ambulanza senza medico: così è morta mia sorella Emanuela»

La sorella maggiore della vittima, Graziella però non ci sta e accusa frontalmente il sistema emergenza urgenza del 118: “C’è stata una evidente omissione. Mia sorella è stata soccorsa da una ambulanza non medicalizzata e forse la sua morte poteva essere evitata. Venerdì pomeriggio Emanuela, attorno alle 16, ha accusato un malore improvviso, aveva la febbre alta ed è stata colta da una crisi di tachicardia. Non solo. Nei minuti successivi ha iniziato ad avere difficoltà a respirare. Alle 22 abbiamo deciso di chiamare la Guardia medica, l’operatore sanitario però si è rifiutato di effettuare una visita a domicilio. Nel cuore della notte, all’1.20 la situazione si è aggravata ulteriormente. A quel punto non abbiamo esitato a chiamare il 118 specificando che la persona che richiedeva assistenza era cardiopatica, aveva avuto una pericardite e respirava a fatica. Poco dopo è giunta l’ambulanza che, però, non aveva medico a bordo. I soccorritori non hanno compreso la situazione, affermando che quei sintomi erano legati ad una crisi di ansia. Mia sorella aveva invece la lingua di colore blu, le sue mani erano gelide. Quando si sono resi conto della situazione che stava ormai precipitando – afferma Graziella Pulvirenti - i due soccorritori hanno richiesto alla centrale del 118 il supporto di una seconda ambulanza, questa volta con medico a bordo che ha immediatamente compreso la gravità del quadro clinico. Mia sorella, nel frattempo, ha subìto un arresto cardiaco e a quel punto è stata intubata e sottoposta ad una serie di massaggi cardiaci, contemporaneamente gli è stata somministrata l’adrenalina. Nel giro o pochi minuti l’ambulanza è partita alla volta del pronto soccorso del Cannizzaro, dove è poi deceduta alcune ore dopo in rianimazione. Nella struttura ospedaliera i medici hanno fatto l’impossibile per salvarla ma era troppo tardi. Emanuela in realtà era già morta cerebralmente a casa, soccorsa da una ambulanza priva di medico”.

Isabella Bartoli, responsabile centrale operativa del 118 afferma che, “nell’immediatezza è intervenuta l’ambulanza disponibile più vicina al luogo dell’evento, quella della postazione di Riposto, non medicalizzata. I soccorritori sono arrivati in via Settembrini in 7 minuti, come da protocollo. 20 minuti dopo, su esplicita richiesta, è giunta la seconda ambulanza con medico a bordo dalla postazione di Giarre. Ora appare evidente che le ambulanze del circuito del 118, a mio avviso, devono essere tutte medicalizzate, perchè parlano lo stesso linguaggio; perchè c’è un medico che fa diagnosi e terapia e invece, come sta accadendo anche al nord, stanno aumentando le ambulanze di base con a bordo solo soccorritori e autisti e soprattutto quelle non del circuito 118, quelle in eccedenza che vengono chiamate a supporto per potere arrivare il più presto possibile sull’evento. Nel territorio di Giarre su tre ambulanze attive, solo una risulta medicalizzata”.

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