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Il grido di dolore di un padre separato: «Costretto a non vedere i miei figli»

E' la storia di "Salvatore" che non si dà pace per essere stato allontanato dai propri bambini. «Non so dove siano, nè se crescono bene»

Il grido di dolore di un padre separato: «Costretto a non vedere i miei figli»

Eppure un brutto giorno “Salvatore” ha fatto ritorno a casa e non ha trovato più nessuno. Né la moglie né i figli, i quali, riferisce, “si erano sempre impegnati nello studio (il più grande, soprattutto), e amavano frequentare, come tantissimi bambini della loro età, una scuola calcio non lontano da casa”. Tutto finito.

Tutto finito da tre mesi, ovvero da quando “Francesca”, come detto, si è allontanata presumibilmente con l'avallo dell'autorità giudiziaria, magari di qualche associazione che sostiene meritoriamente le donne in difficoltà, ma facendo pesare incredibilmente soltanto la propria parola. “Io - racconta Salvatore, assistito dall'avvocato Anna Scuderi - so bene come sono andate le cose in seno alla mia famiglia, perché le ho vissute in prima persona. Non racconterò mai che tutto era rose e fiori né voglio far passare, anche se forse potrei, verità di comodo che di comodo non sono. Però voglio chiedere alle autorità preposte se sia normale che a un padre che lavora e che, secondo le proprie possibilità di operatore ecologico ha cercato di fronteggiare le esigenze dei propri figli e, perché no, della propria moglie, in questo sostenuto anche dalla propria famiglia, vengano strappati i propri figli e non gli si dia l'opportunità di vederli, di sapere dove si trovano, se crescono bene, se chiedono di lui. Io e la mia famiglia viviamo nell'angoscia e di questo non riusciamo a darci pace”.

“Anche perché - spiega l'avvocato Scuderi - pur nella certezza che siano state condotte delle indagini, nessuno ha provato a sentire la versione di “Salvatore”, di capire se forse quel sostegno incondizionato a “Francesca” potesse essere un tantino mal riposto. Sappiamo che la signora si è rivolta al tribunale dei minori per sollecitare un’azione sospensiva o ablativa della genitorialità paterna; a questo punto faremo lo stesso anche noi, chiedendola per la genitorialità materna. È evidente che, a mio parere, il mio cliente abbia tutte le sue ragioni, ma non voglio certo farle pesare in questa sede e senza contraddittorio. Voglio soltanto portare in evidenza che sono tre mesi che i bambini non vedono il loro padre ed esclusivamente sulla base della denuncia, ovviamente di parte, della madre. Può essere considerato normale tutto questo?”.

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