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Lavoro, «La città di Catania è una polveriera pronta a scoppiare per le vertenze»

Il segretario della Uil Carmelo Barbagallo al XVII congresso territoriale

Lavoro, «La città di Catania è una polveriera pronta a scoppiare per le vertenze»

Catania - «Catania era la Milano del Sud, oggi forse è il Sud del Sud quindi bisogna recuperare il tempo perso. Salendo a tutti i costi sul treno di Industria 4.0».

Non ha certo usato mezzi termini Il leader nazionale della Uil, intervenuto al XVII congresso territoriale etneo del “sindacato vulcanico”, che si è svolto ieri al Plaza. Né per definire Catania - «una polveriera pronta a scoppiare per le molte vertenze aperte», né per il Sud nella sua interezza. «Per molti anni dall'agenda politica - ha detto Barbagallo - è scomparso il Mezzogiorno. Ho rispolverato uno studio che diceva che quando c'è stato l'intervento della Cassa del Mezzogiorno la distanza tra il Sud è il Nord si è attenuata. È stato l'unico periodo in cui la forbice è diminuita. Poi ci hanno spiegato che la Cassa del Mezzogiorno aveva innescato un meccanismo corruttivo e si è eliminato lo strumento, ma la corruzione ha continuato ad aumentare. E non basta l’impegno di Cantone, ci vorrebbero almeno i quattro cantoni».

«Se non recupera il Mezzogiorno - ha continuato - nemmeno il Nord ne usufruirà. Se non rimettiamo in sesto il Mezzogiorno, con lo sviluppo economico che dagli ultimi dati dell'Fmi ci ha fatto ripassare all'ultimo posto, significa che dobbiamo fare qualcosa di più anche come sindacato».

È preoccupato, il segretario nazionale della Uil è anche per la situazione politica del Paese. «Finita la propaganda elettorale, vediamo di stare con i piedi per terra e vediamo ciò che va fatto per rilanciare economia, occupazione e sviluppo nel nostro Paese, che ha bisogno di un Governo il più presto possibile perché siamo in una condizione sempre di difficoltà, siamo gli ultimi nel panorama economico dell’Eurozona. Ora abbiamo bisogno solo di un miracolo...».

E non ci sono veti e timori da parte della Uil per la composizione del prossimo Governo. «Le proposte del sindacato sono proposte su cui bisogna discutere con tutti i partiti, con tutti i governi, tutte le coalizioni. Non abbiamo nessun problema e non ci preoccupiamo».

Sulla stessa falsariga la relazione del segretario della Uil etnea Enza Meli che in apertura ha avuto un commosso ricordo per i due vigili del fuoco Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico, morti al Fortino, ai quali - è stato annunciato - sarà dedicato anche il 1° maggio nazionale da Cgil-Cisl-Uil.

«Ribadiamo - ha detto fra l’altro - quello che Carmelo Barbagallo e l’intero gruppo dirigente della Uil nazionale e regionale affermano da tempo: l’Italia non riparte, se non riparte il Sud. E permettetemi di dire che il Sud e la Sicilia non conosceranno ripresa, se Catania non si rialza e torna a essere la locomotiva della nostra Isola».

Nel passare in rassegna i vari comparti, Meli si è soffermata anche sulla vertenza Auchan-Città mercato, dove Barbagallo si è recato. «Catania ha un singolare primato in Europa per numero di centri commerciali, se confrontato con il numero di abitanti. Da Catania, allora, vogliamo ripetere oggi ciò che abbiamo detto quattro mesi fa: non consentiremo mai che gli spazi dello shopping diventino luoghi di nuove schiavitù».

Ma si è parlato anche di Sanità, dello scontro generazionale, di edilizia. «A Catania la crisi è stata devastante - ha ammesso il sindaco Enzo Bianco - ma l’abbiamo affrontata facendo squadra con la Uil come con Cgil e Cisl. E ora i risultati si cominciano a vedere con la ripresa delle assunzioni in StM e con gli investimenti dell’Enel in 3Sun, così come con la ripresa delle grandi opere». Enza Meli è stata infine riconfermata all’unanimità segretaria generale della Uil di Catania. In segreteria provinciale Jeanine Bongiovanni, Livia Piccione, Francesco De Martino, Nino Marino, Giovanni Casa e Salvo Bonaventura. Tesoriere, Angelo Oliveri.

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