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Catania, va alla Posta e chiede
di prelevare 80 milioni di euro

Protagonista una giovane donna al quale un sedicente professionista le avrebbe fatto un regalo. Il libretto presentato era vero ma il versamento era fasullo. E' stata denunciata insieme all'uomo. Il caso scoperto dai poliziotti

Protagonista una giovane donna al quale un sedicente professionista le avrebbe fatto un regalo. Il libretto presentato era vero ma il versamento era fasullo. E' stata denunciata insieme all'uomo. Il caso scoperto dai poliziotti

Catania, va alla Posta e chiede di prelevare 80 milioni di euro

Si presenta all’ufficio postale e chiede di prelevare dal conto ottanta milioni di euro. Una vienda surreale cui si sono trovati di fronte i poliziotti del Commissariato di Nesima. Tutto è cominciato con la segnalazione del direttore dell’Ufficio postale di San Giovanni Galermo il quale, lo scorso 12 luglio, si è trovato davanti una giovane donna che – mostrando un libretto postale – richiedeva il rilascio di una carta libretto postale, lo strumento cioè cheche le avrebbe permesso di ritirare il denaro contante, registrato proprio sul libretto: 80 milioni.

La chiamata al 113 è stata istantanea, e altrettanto istantaneamente sono intervenuti i poliziotti della Volante del Commissariato Nesima che hanno subito sospettato che il titolo creditizio fosse falso. Il titolo era invece vero, solo che non c’era stato il versamento, asseritamente effettuato un mese prima. Il riscontro per gli agenti e per il funzionario delle Poste è stato veloce. La donna ha così raccontato che gli ottanta milioni di euro sarebbero stati, un regalo di un altrettanto gentile – sedicente professionista il quale avrebbe fatto omaggio alla donna di quella che per lui sarebbe stata una cifra normale, attese le di lei difficili condizioni economiche e familiari.

Una bella favola, se non fosse per il fatto che l’uomo ha alle sue spalle precedenti di polizia per truffa, insolvenza fraudolenta, falsità in scrittura privata e altro. Entrambi i soggetti sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per il reato di falsità materiale e l’intera vicenda è stata messa nelle mani del Magistrato. Il libretto è stato sequestrato.

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