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Norma rinviata a settembre Il teatro antico non è pronto

Problemi con la commissione di vigilanza per il progetto del palco

Norma rinviata a settembre Il teatro antico non è pronto

Che succede? L’archeologa Maria Costanza Lentini, nuova direttrice del cosiddetto «Polo museale», si è insediata soltanto da qualche giorno. Non risponde su e del pregresso, ma prende atto del ritardo nella programmazione. Sa di incontri e di scambi di documentazioni che, evidentemente, non si sono concretizzati. «La procedura è difficile», premette, prima di illustrare lo stato delle cose. «E’ nostro compito fare il progetto e assumere la direzione dei lavori, ma la stazione appaltante è il Teatro Bellini che ci mette i soldi. Si tratta, dunque, di una cooperazione complessa. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo tenuto una riunione e stilato un accordo nel quale abbiamo preso impegni precisi su tappe e date. Bisogna considerare che le risorse sono scarse, i tempi stretti, lo spazio teatrale sghimbescio, e c’è anche l’acqua, tutte condizioni che rendono il lavoro più lungo. Oggi abbiamo consegnato il progetto al Teatro Bellini perché lo riveda alla luce delle sue esigenze in modo che possa apportare piccoli accorgimenti di carattere tecnico. Nel frattempo aspettiamo il preventivo di una ditta e, dopo che il Bellini avrà dato l’incarico, potremo cominciare i lavori che spero possano partire dalla settimana prossima. Noi assicuriamo la nostra massima collaborazione».

La dottoressa Lentini spiega che il progetto è relativo alla realizzazione di un palco, una sorte di base su cui poi verranno poggiati gli allestimenti scenici del Bellini e su cui troverà posto l’orchestra dal momento che al teatro antico non c’è un piano di calpestio, ma l’acqua. E l’orchestra e il coro di Norma sono imponenti.

«Noi siamo pronti a fare Norma - afferma da parte sua il sovrintendente del Bellini Roberto Grossi -. I contratti sono già stati fatti, il regista ha fatto il proprio lavoro basandosi sul contesto del teatro antico, ma dobbiamo prendere atto che il palco non è pronto e che ci sono state difficoltà ad avere l’abigilità per gli spettacoli. La titolarità del palco e delle attrezzature è del Polo museale che ha presentato un progetto per ottenere un’autorizzazione permanente ad usare il teatro per gli spettacoli, progetto che non ha superato il vaglio della commissione perché richiede autorizzazioni più complesse. Va detto che le norme nel campo della sicurezza sono stringenti e che è oggettivamente difficile e complesso rendere un’area archeologica uno spazio per gli spettacoli. Dunque ci sta lavorando ancora, in base alle indicazioni avute dalla commissione di vigilanza, e contestualmente, per assicurare questa stagione estiva, ha elaborato anche un progetto per un’autorizzazione temporanea che ci ha appena sottoposto per eventuali aggiustamenti, alla luce della nostra esperienza in materia».

Non a caso la direttrice del Polo museale insiste sulla necessità degli esperti della sicurezza, a partire dai vigili del fuoco, di valutare quanto si fa nei teatri greci e romani in tutta Italia, in Francia e in Sicilia dove si tengono spettacoli a Morgantina, Taormina, Siracusa, Segesta e Tindari, nella consapevolezza che nei monumenti antichi gli spazi non si possono modificare come invece avviene nei palazzetti dello sport, negli stadi e nei teatri moderni.

E se la questione è delicata, a garanzia dell’incolumità del pubblico, bisogna anche ricordare che, più volte, e proprio al teatro antico di Catania - prima dei recenti lavori di messa in sicurezza di alcune parti - si sono verificate rigidità burocratiche eccessive, come quelle che il 28 giugno 2012 fecero saltare la prima di «Ifigenia in Aulide» di Mircea Eliade, con Franco Branciaroli. Spettacolo che andò in scena regolarmente dal giorno dopo.

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