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L’allarme di Firrarello: «Al Garibaldi
di Catania saranno soppresse
diverse divisioni d’eccellenza»

Il leader di Ap in Sicilia: «Ecco i reparti che il riordino della rete ospedaliera cancellerà»

L’allarme di Firrarello: «Al Garibaldi di Catania saranno soppresse divisioni d’eccellenza»

«Tutti stanno protestando contro la nuova rete ospedaliera siciliana disegnata dall’assessore Baldo Gucciardi, ma nessuno conosce nei dettagli quali divisioni verranno soppresse. L’assessore si è ben guardato dal diffondere notizie dettagliate, rivelando gli aspetti solo ai fidati manager delle Aziende. Ed allora ci penso io: vi rivelo gli aspetti più negativi di questa riforma».

A parlare e l’ex senatore Pino Firrarello, leader siciliano di Area popolare, che negli anni ‘90, da assessore regionale alla Sanità, ha firmato la riforma che ridusse le 62 Usl siciliane nelle 9 Asl provinciali. «Ho raccolto i dati che riguardano le soppressioni che questa riforma impone all’ospedale Garibaldi di Nesima, giustamente definito il migliore ospedale catanese, in cui ogni giorno più di 1.500 persone si rivolgono con speranza. La nuova rete ospedaliera sopprime divisioni di eccellenza come la Radiologia del prof. Magnano, la Chirurgia oncologica di Giannone, l’Oncologia medica di Bordonaro, la Cardiologia pediatrica di Bianca, la medicina generale di Burrello e la Chirurgia pediatrica di Cacciaguerra per trasformarle tutte in servizi. E siccome la medicina è prima di tutto fatta dai medici, i medici che ho citato, tutti considerati luminari, andranno via. In pratica, oncologia e materna infantile, ovvero i due poli di eccellenza, vengono distrutti. Ma non solo - continua Firrarello - vengono ridimensionati pure la Rianimazione pediatrica, l’unica in Sicilia orientale, e il Pronto soccorso pediatrico, che ogni anno registra 44mila presenze. Ma quale ratio ha guidato la riforma? Mi chiedo, l’assessore è mai venuto a Nesima? Sa che a Bordonaro il ministero sta affidando importanti incarichi di ricerca effettuati dal San Raffaele? Bastava venire a Nesima nei giorni feriali per accorgersi del fiume di pazienti e di 18 sale operatorie sempre in funzione. Mi chiedo: si dovevano tagliare gli sprechi o distruggere la Sanità che funziona?»

Firrarello fornisce notizie anche sui tagli al Policlinico “Vittorio Emanuele”: «Per il Policlinico sono riuscito a scoprire di meno - prosegue - perché tutte le carte sono stranamente tenute segrete. Vi dico però che perderà 240 posti letto e 18 primari. Fortuna peggiore avranno gli ospedali della provincia. A Bronte rimarranno 8 posti di Medicina e 10 di Chirurgia, cioè nulla. Perderà anche il Punto nascita e di conseguenza la Pediatria. Temo anche per il Pronto soccorso. Anche Acireale perderà l’Urologia. Vedrete in provincia sarà inutile provare a curarsi, bisognerà andare a Catania dove non si troverà posto perché l’ospedale Vittorio Emanuele è stato chiuso, il San Marco non apre ancora e l’ospedale di Biancavilla non ha ancora messo in funzione i nuovi reparti. Insomma, uno sconquasso. Le uniche aree che si salvano sono Ragusa, Trapani e Gela e io vorrei capire perché».

«Il problema principale - aggiunge l’ex senatore - è che la sanità siciliana è guidata da esperti che hanno brillato in altri campi, ma che conoscono poco la realtà sanitaria. Per questo chiederò al ministro Lorenzin di prendere posizione su questa riforma, inviando dei commissari. Ma mi auguro che l’Ars si ribelli e che la deputazione nazionale si svegli. Stiamo privando i siciliani del diritto a curarsi. Questo l’assessore Gucciardi deve capirlo. In questa riforma la Sanità pubblica perde il triplo dei posti rispetto a quella privata. Io per conto mio chiederò subito un incontro con l’onorevole Rino La Placa, presidente dell’associazione dei parlamentari siciliani. Questa riforma non può passare».

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