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Non fu volontario, tre anni per omicidio colposo

reato derubricato per l'uomo che uccise la moglie mentre puliva il cannocchiale del suo fucile

Non fu volontario, tre anni per omicidio colposo

Catania - Tre anni di reclusione e capo d’imputazione modificato da omicidio volontario a colposo. Si è chiuso così, con la sentenza emessa dalla 1ª sezione di Corte d’Assise (presidente Rosario Cuteri) e lo sfogo culminato con un pianto dell’imputato, il processo di primo grado a carico di Giovanni Timoniere, che l’8 giugno 2010, nella sua casa di via del Papiro, a San Giorgio, uccise con un colpo di fucile esploso mentre smontava il cannocchiale di precisione dall’arma, la moglie Angela Viscuso, centrata - fu sostenuto dall’inizio - involontariamente e da distanza ravvicinata. Una tragedia terribile, capitata a una coppia serena, senza apparenti problemi e con quattro figli. Timoniere, un piccolo imprenditore edile allora 38enne, venne arrestato e posto ai domiciliari (gli fu consentito di partecipare ai funerali della moglie) quasi subito rimesso in libertà e accusato di omicidio colposo per un delitto non voluto, ma, scrissero gli inquirenti, “causato da imperizia, negligenza e imprudenza” nell’imbracciare la carabina calibro 9 che deteneva legalmente.

L’uomo, appassionato di tiro, frequentava il poligono e l’ultima volta che aveva sparato con quell’arma era stato due mesi prima. Rinviato a giudizio davanti al giudice monocratico, il processo si concluse con la richiesta di condanna a cinque anni avanzata dal pm Agata Consoli. A sorpresa invece e dopo sei ore di Camera di consiglio, il giudice emise un’ordinanza nella quale ipotizzò la possibilità che l’omicidio non fosse colposo ma volontario e per questo si dichiarò incompetente, rimandandolo nuovamente davanti a un Gip e con un nuovo capo d’imputazione. Rinviato a giudizio è stato quindi processato per omicidio volontario. Ieri la derubricazione del capo d’imputazione e la relativa condanna. Soddisfatto il suo difensore avvocato Piergiuseppe De Luca: «Dopo tanta sofferenza finalmente Timoniere ha trovato chi ha emesso una sentenza giusta. Erano anni che gridavamo che era stata una disgrazia, a un certo punto la giustizia in questo processo era andata in corto circuito, adesso dopo sei anni di sofferenze Giovanni Timoniere ha avuto un po' di giustizia».

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