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Comune di Catania: Girlando lascia, gli succede un altro tecnico

"Incassata" l'adozione del nuovo Piano di rientro, l'assessore al Bilancio passa la mano: oggi la nomina del prof. Parlato, già collaboratore dell'ex assessore regionale Bianchi

Comune di Catania: Girlando lascia, gli succede un altro tecnico

CATANIA - Il decreto di nomina è da ieri sera sul tavolo del sindaco e sarà sottoscritto stamattina, essendo state già formalizzate le dimissioni dell’attuale assessore al Bilancio. Come da noi annunciato e ampiamente previsto, al giro di boa dell’adozione del nuovo piano di rientro, l’avv. Giuseppe Girlando infatti lascia l’incarico retto per tre anni, sin dall’insediamento della Giunta Bianco.

A succedergli sarà un altro tecnico, Salvatore Parlato, e quindi non ci saranno alterazioni nei delicati equilibri politici della maggioranza, appena ricuciti con il rientro in Giunta di un esponente di Articolo 4 (il capogruppo Nuccio Lombardo nominato alle Attività Produttive).
Classe 1973, il prof. Parlato è accreditato come un profondo conoscitore dei problemi di finanza locale, seguiti da vicino anche e soprattutto lavorando all’Ifel (Istituto per l’economia e la Finanza Locale) accanto a Silvia Scozzese, poi assessore a Roma con il sindaco Ignazio Marino, della quale è stato capo di gabinetto. Commissario straordinario del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agrari) e membro del cda dell’Irfis, Parlato è stato anche capo della segreteria tecnica dell’ex assessore regionale al Bilancio e alle Partecipate, Luca Bianchi, oltre che consulente economico del presidente Crocetta tra l’aprile 2014 e il luglio 2015.
Tocca quindi a lui seguire i nodi finanziari e delle aziende partecipate dopo l’adozione del “nuovo” piano di rientro, appena passato dal vaglio del Consiglio comunale. Le dimissioni dell’assessore Girlando erano comunque nell’aria da diverse settimane e le “voci”, smentite prontamente dall’assessore, erano state riportate sul giornale. L’assessore al Bilancio già durante la fase di elaborazione del Piano di rientro aveva manifestato ai suoi collaboratori l’intenzione di lasciare l’incarico a conclusione del farraginoso iter di approvazione del documento. Girlando si era anche lasciato scappare l’intenzione di ritirarsi anzitempo durante alcune sedute della commissione Bilancio, segno evidente che tre anni sulla “graticola” delle finanze gli erano già bastati.

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