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Catania: caso Pubbliservizi, licenziato il direttore amministrativo

Rescisso il contratto col dirigente che figura tra gli indagati della Procura. «Venuto meno il rapporto fiduciario»

Catania, sequestrati documenti alla Pubbliservizi

La sede della Pubbliservizi alle Ciminiere

CATANIA - La Pubbliservizi, società Partecipata della città metropolitana ha reso noto, attraverso un comunicato, di aver licenziato, a conclusione del procedimento disciplinare nei suoi confronti, il direttore amministrativo F. R. che figura tra i dieci indagati dell’indagine giudiziaria in corso sulla gestione «allegra» dei fondi pubblici. «Facendo seguito- si legge nella nota stampa - alle notizie di queste settimane che hanno visto la Società partecipata protagonista delle ormai note vicende giudiziarie il presidente Adolfo Messina ha ritenuto opportuno comunicare formalmente il procedimento di “licenziamento per giusta causa” al direttore amministrativo. Nella mole di motivazioni che hanno portato a questa decisione il presidente Messina ha sottolineato la “gravità dei fatti contestati” e “la perdita del rapporto fiduciario”. Messina nella nota ha aggiunto che «La gestione amministrativa degli ultimi anni, caratterizzata principalmente da procedure di acquisto che erano verbali ed effettuate in clima di amicizia, come emerso dai verbali delle indagini interne che hanno fatto luce su molti dei fatti che sono attualmente sotto la lente di ingrandimento della Procura. Ci auguriamo che questo possa essere l'inizio di una stagione di maggior produttività, risparmio dei costi, innovazione ed efficienza».

La vicenda giudiziaria prese avvio alcuni mesi fa quando il presidente di Pubbliservizi presentò un esposto alla Procura segnalando anomalie nella gestione di soldi pubblici. Messina segnalò in particolare l’uso indiscriminato di carte prepagate senza documentazione. Nell’inchiesta che riguarda la gestione degli anni 2013, 2014 e 2015 la Procura ha iscritto nel registro degli indagati 10 persone. L’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Michelangelo Patanè e dal sostituto Fabio Regolo, che hanno disposto qualche settimana fa anche perquisizioni domiciliari in casa di alcuni indagati. I militari hanno sequestrato nella sede della società oltre un centinaio i faldoni e acquisiti più una quarantina tra hard disk. La Pubbliservizi Spa, nata nel 2006, che conta oggi 389 dipendenti, si occupa della manutenzione di strade, edifici, scuole e caserme. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono peculato e abuso d’ufficio in concorso. Tre i filoni d’indagine sui quali si sarebbero soffermati gli inquirenti. Le fatture senza il CIG (il codice identificativo gara) obbligatorio come impone la legge 136 del 2010; l’adozione e l’uso delle carte ricaricabili (almeno una ventina) usate per il pagamento e la gestione economica di parte dell’attività e l’omesso controllo.

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