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Abusivismo edilizio, scempio del territorio e clientele, all'Ars una nuova mascariata

L'allarme dei verdi: «Nel recepire in Sicilia il Testo unico per l'edilizia, norme a favore di abusivi e cementificatori»

L'aggressione alle coste sicilianecementificato il 61% del litorale

Siracusa. La conclusione è agghiacciante: «Mi verrebbe da urlare un “Viva l’onorevole Fazio!”, il deputato regionale che, alla luce del sole e senza sotterfugi, aveva proposto uno scellerato condono proprio con un emendamento. Molto più “onesto”, si fa per dire, di questa mascariata legge regionale».

E se lo dice Giuseppe Patti, architetto siracusano, consigliere nazionale dei Verdi protagonista di decine di battaglie ambientaliste, allora c’è davvero da preoccuparsi. A cosa si riferisce?

Patti, come sempre, è un fiume in piena. E parte, in apparenza, da molto lontano: «Allora, il Consiglio dei ministri smonta la legge regionale 16 del 2016, ponendo un rimedio alle storture proposte da un'Assemblea regionale che si fa valere solo per l'atto di presunzione di voler modificare il Testo Unico per l'edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 380 nel resto d'Italia nel 2001».

E qual è il problema? «Non solo ci abbiamo messo messo 15 anni a recepirlo, ma siamo talmente arroganti da volerlo modificare. Perché queste modifiche, come quasi tutte le cose che negli ultimi tempi vengono partorite dal Parlamento tra i più antichi del mondo, danno la sensazione che l'autonomia regionale debba essere minata e smontata con un preciso disegno, ossia: “non sapete che cosa farvene”».

Entriamo nel dettaglio. E andiamo per ordine: le norme “incriminate”, per Patti, sono quattro.

La prima: «L'articolo 3 al comma 2 lettera F va a toccare una specifica azione strategica di competenza esclusiva nazionale sugli impianti energetici da fonti rinnovabili cercando di deregolamentare una normativa volta alla tutela del paesaggio».

La seconda: «L'articolo 11 comma 4 è un altro attacco al paesaggio con la possibilità di interventi edilizi in aree di pregio con lo strumento del silenzio-assenso».

La terza: «L'articolo 14, quella che a noi Verdi piace chiamare la “sanatoria mascherata”, che prevede l'abolizione della doppia conformità urbanistica, una al momento della realizzazione dell'abuso edilizio e la seconda alla presentazione della domanda, modificandola con la sola conformità urbanistica al momento della presentazione della domanda, ha un chiaro senso». E cioè: « Prima ti devasto una zona del territorio, dopo l'amministrazione locale è costretta a normarla nel Prg, così posso presentare la domanda e ottenere la sanatoria».

E infine il quarto: «L'articolo 16 abolisce la necessità del parere del Genio Civile per tutte le opere minori, ovvero va in totale controtendenza alle norme di tutela antisismica che dopo il terremoto di Amatrice si devono fare più stringenti per salvaguardare la vita dei cittadini».

L’analisi è dura. Il commento finale ancor di più: «Cambiando punto di vista, e guardando questi quattro articoli con l'occhio del deputato regionale, ci rendiamo conto - sostiene il consigliere nazionale dei Verdi - che sono tutti provvedimenti clientelari o volti a fare clientele e agevolare i soliti noti negli affari più redditizi delle fonti rinnovabili e del cemento, favorendoli in maniera subdola, quasi malavitosa».

Si può essere più chiari di così?

giuseppe patti architetto di Siracusa, consigliere nazionale della Federazione dei Verdi

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