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Tra un anno aprirà i battenti il resort Hilton Capomulini

Abbattute le vecchie strutture e cominciati i primi lavori di ristrutturazione

Tra un anno aprirà i battenti il resort Hilton Capomulini, abbattute le vecchie strutture e cominciati i primi lavori di ristrutturazione

Catania. Il 31 dicembre del prossimo anno sarà pronto il resort Catania Hilton Capomulini. Almeno questo assicurano i dirigenti della «Item», al 100% dello sceicco Ahmed bin Al Hamed della famiglia reale di Abu Dhabi. I lavori sono diretti dalla «Inso» della società «Condotte» che ha associato quattro aziende catanesi (e altre tre debbano ancora entrare nel gruppo).

I lavori delle opere e delle forniture supera i 40 milioni. I primi dieci milioni saranno pagati dallo sceicco al 31 dicembre, cioè tra due mesi, a stato di avanzamento dei lavori. Non solo sono state abbattute le vecchie strutture, ma sono cominciati i primi lavori di ristrutturazione profonda. C’è un cartellone alto quindici metri per la presentazione.

Nel resort che Hilton gestirà per venti anni, più venti, ci saranno 370 stanze, comprese quelle delle famose tredici palazzine di tre piani che all’inizio dell’impresa costituirono un ostacolo. Ci saranno delle suite, la più grande sarà di 750 metri quadrati, una delle cinque più grandi d’Europa. La sala conferenze maxi avrà 1600 posti, poi ce ne sarà un’altra da 600 posti divisibili in sei sale da 100. Inoltre dieci sale che vanno dai 10 ai 40 posti.

In sostanza sarà uno dei più vasti centri congressi del Mediterraneo ed è anche per questo che sarà inaugurato fin da gennaio 2018 senza dover aspettare la bella stagione.

Quattro ristoranti, almeno uno dei quali di cucina tipica siciliana. Gli arredi del complesso saranno curati dalla stilista catanese internazionalmente nota Marella Ferrera, mentre gli interni ed esterni saranno di KWG, marchio mondiale di design. I posti di lavoro saranno 400 e Hilton sceglierà i candidati nel corso del prossimo anno per formarli in tempo.

In sostanza sono stati superati gli inghippi che avevano bloccato i cantieri per un anno, questo perché la sentenza del Tribunale di Catania del 18 luglio è stata pienamente favorevole a Item e ha condannato il «general contractor» Volteo per condotta irregolare a proposito dell’utilizzazione di 7 milioni provenienti da Invitalia.

Come si ricorderà, lo sceicco, dopo avere acquisito per 48 milioni di euro la Perla Jonica di Capomulini aveva ottenuto dal ministero 24 milioni, anche in previsione dei lavori di ristrutturazione che ammonterebbero a circa 40 milioni. E quei 7 milioni erano una prima tranche del finanziamento ministeriale, milioni che pervenuti a «Item» erano stati subito girati a «Volteo».

Di fronte alla sentenza della magistratura catanese lo sceicco Ahmed ha avuto la prova provata che il comportamento dei suoi fiduciari siciliani era stato corretto e che invece ad essersi comportato illegittimamente era stata «Volteo». Per cui lo sceicco ha preso atto della realtà della situazione e ha ripreso a pagare le rate di muto legate all’acquisto. Per i 7 milioni spediti da Invitalia pazienza, si affiderà alla magistratura per il risarcimento danni.

Ora «Item», sempre difesa dall’avv. Lazzara, lo stesso che ha ottenuto la prima sentenza favorevole, farà causa all’ex «general contractor» chiedendo un risarcimento di 16 milioni, anche perché per questo inghippo c’è stato il ritardo di un anno nell’inizio dei lavori.

Dunque fra poco più di un anno il grande resort acquisito dallo sceicco sarà finalmente inaugurato dopo sei anni di mal di pancia. E porterà benefici non solo al turismo dell’area acese e catanese, ma anche positività per la vicina frazione marinara di Capomulini e per tutte quelle attività che comunque gravitano in quest’area e che potranno trarre grandi vantaggi dall’apertura di un complesso così concepito e con grandi prospettive di crescita.

Pare che la «Item» dello sceicco sia disposta a procedere ad un’altra acquisizione in Sicilia per poi cercare altre opportunità di investimento a Roma e Milano in un momento in cui i prezzi degli immobili sono bassi.

Resta anche un certo interesse per le terme regionali di Acireale, ma secondo una fonte «oggi hanno successo soltanto le spa di qualità e per questo occorrerebbero una cinquantina di milioni». Il che in sostanza significa 99 anni di gestione gratis. Un matrimonio molto difficile tra il resort Hilton e le Terme regionali ormai spogliate di tutto.

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