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Renzi a Catania: “Il sud è il nostro problema ma anche una grande opportunità"

Il presidente del Consiglio ha inaugurato la Torre biologica dell'Università. Si tratta del primo appuntamento della due giorni siciliana che lo porterà anche a Ragusa e Siracusa

Renzi a Catania: “Il sud è il nostro problema ma anche una grande opportunità"

CATANIA - «C'è un Nord che ha recuperato ed è tornato ai tempi di pre crisi, ma un Sud che ha pagato il prezzo prendendo la crisi in faccia ed è il nostro problema, ma è anche la nostra più grande opportunità». Lo ha detto il presidente del Consiglio a Catania per partecipare all’inaugurazione della Torre biologica "Ferdinando Latteri" della cittadella universitaria di Catania, primo appuntamento del suo tour di due giorni in Sicilia. La Torre è una struttura dell’ateneo in cui si fa ricerca su nanotecnologie e biomedicina.

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Subito dopo la cerimonia di inaugurazione il premier ha partecipato a un incontro nell’hotel Sheraton di Catania sui temi della Sanità. Quindi si sposterà a Ragusa dove, alle 18:30, sarà protagonista al Teatro tenda di una manifestazione pubblica promossa dal Comitato per il Sì al Referendum. Una iniziativa analoga a quella a cui parteciperà, alle 21:00 a Siracusa, nel teatro Vasquez.

 

«Di solito mi fanno le domande e io decido le risposte: lei mi ha fatto una domanda che contiene la risposta. Per me è una novità» ha detto Matteo Renzi rispondendo con una battuta alla domanda di un giornalista sulla fatto che lui «è di casa in Sicilia». Il presidente del consiglio, alla quarta visita dal 30 aprile scorso nell’isola, si è poi limitato a dire che «è una bella giornata per la torre biologica dell’università» ed è entrato nella sede.

Dopo il taglio del nastro, breve conferenza stampa del premier, che ha toccato alcuni temi d'attualità. Ha parlato delle periferie («stamattina sono stati licenziati, in cabina di regia, altri 44 milioni di euro con il progetto per le periferie oltre ai 1.556 milioni già stanziati dal Governo. Quindi l’alibi di chi dice che non ci sono i soldi non ha più cittadinanza in Italia: le comunità locali le risorse adesso ce le hanno»), ma anche del veto posto proprio oggi dall'Italia al Bilancio Ue («abbiamo posto il veto con il sottosegretario Gozi a Bruxelles per non lasciare i siciliani a farsi carico dell’immigrazione, di salvare migliaia di vite, di farsi carico anche delle soluzioni e della complessità della vicenda. Non riempiamo di soldi i Paesi europei che non accettano un accordo che hanno firmato e con i nostri soldi alzano i muri»). «I dati sull'occupazione del Jobs act - ha continuato il premier -  segnano 656mila posti di lavoro e, soprattutto, 700mila lavorativi inattivi in meno, e un abbassamento della cassa integrazione». 

Il premier ha poi fatto un riferimento tutto catanese citando la santa patrona della città: «Sant'Agata, mi ha detto l’arcivescovo, fa il tifo per noi, ma il punto centrale è che noi dobbiamo smettere di agire e pensare secondo la logica della rassegnazione. Se tutti insieme remiamo nella stessa direzione questo Paese è la volta buona che riparte». 

Il premier ha poi annunciato: «Sul Referendum faremo un’iniziativa a Catania alla fine della campagna elettorale. Gran parte del futuro della nostra vita si decide, su cosa deve essere il nostro Paese». 

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