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Palagonia, imprenditori denunciano pizzo: arrestati sei esponenti del clan mafioso dei Santapaola Ercolano

Il blitz dei carabinieri: minacce per ottenere tra i 1500 e i 5000 euro al mese

Palagonia, imprenditori denunciano pizzo: arrestati sei esponenti dei caln Santapaola Ercolano

I carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato 6 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsione tentata e consumata con l’aggravante delle modalità mafiose al fine di agevolare l'organizzazione Santapaola- Ercolano.

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GLI ARRESTATI

Il provvedimento emesso dal gip del Tribunale di etneo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia scaturisce dall’esito di una attività investigativa condotta dai Carabinieri della Compagnia di Palagonia che ha consentito di accertare le responsabilità degli indagati in relazione all’appartenenza alla famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola - Ercolano, gruppo del Calatino e di ricostruire e documentare episodi di estorsione in danno di 4 imprenditori locali nel settore edile e commerciale, costretti con ripetute minacce e violenze anche fisiche a corrispondere pizzo da mille a 5mila euro mensili.

Il gruppo, secondo gli inquirenti era guidato da Salvatore Ferraro, 46 anni di Palagonia, ed era collegato alla famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola-Ercolano, per conto della quale aveva ricevuto l’incarico, per un certo periodo di tempo, di gestire il racket delle estorsioni sul versante calatino della provincia ed in particolare nell’area di interesse tra Palagonia e Militello in Val di Catania. L’attività investigativa prendeva le mosse dalle denunce di alcuni commercianti locali, che rifiutando di sottomettersi alle richieste estorsive si erano rivolti ai Carabinieri.

Le successive indagini consentivano di documentare come gli odierni indagati avvicinassero le loro vittime e con minacce richiedessero, in alcuni casi il versamento di un una somma iniziale, quantificata in 5.000 euro, ed una mensile di altri 1.000, ed in altri il versamento di denaro ed una percentuale del 2% su ogni “macchina di cemento scaricata”. In almeno due circostanze le vittime venivano fatte segno di vere e proprie aggressioni fisiche per costringerle ad aderire alla richieste estorsive, e ad una di queste veniva sottratta anche l’autovettura, poi data alle fiamme.

Gli arrestati sono stati associati alle case circondariali di Siracusa e Caltagirone, in attesa dell’interrogatorio di garanzia che si terrà nei prossimi giorni.

In carcere sono finiti Salvatore Alessandro Ferraro di 46 anni, Luigi Scuderi di 57 anni, Mario Compagnino di 48 anni, Rocco Farruggio di 47 anni, Pier Paolo Di Gaetano di 37 anni e Salvatore Musumeci di 62 anni.

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