WHATSAPP: 349 88 18 870

Catania, botte e graffi di una madre al preside: "Mio figlio deve tornare a casa da solo"

L'episodio al Comprensivo Livio Tempesta nel quartiere Angeli Custodi. Il dirigente scolastico si era rifiutato di far uscire da scuola il bimbo che ha 8 anni. "Qui difficile far rispettare la legalità"

Catania, botte e graffi di una madre al preside: "Mio figlio deve tornare a casa da solo"

La madre di un bambino che frequenta la terza elementare nell’Istituto comprensivo Livio Tempesta di Catania, nel quartiere Angeli Custodi, ha aggredito il preside che, contrariamente a quanto avrebbe voluto la donna, si rifiutava di far uscire da solo da scuola il figlio perché minorenne.

L’uomo, Tarcisio Maugeri, di 41 anni, laurea in Scienze della formazione, dottorato a New York in Matematica e informatica ha dovuto far ricorso alle cure del Pronto Soccorso per i graffi al viso che ha riportato. L’episodio, avvenuto martedì scorso, viene ricostruito stamane dal quotidiano La Repubblica.

Il preside, secondo quanto scrive il quotidiano, ha incontrato la donna in segreteria. «La responsabilità è mia - avrebbe detto la donna - e voi fatevi i c.. vostri. Lavoro tutta la settimana fino alle 15. Non posso venire a prendere mio figlio e non me ne vado fino a quando non fate come dico io».

Maugeri le avrebbe risposto che non poteva lasciar uscire suo figlio da solo a fine lezioni. «Ha 8 anni. Neppure se lei firma un foglio di presa di rischio. Commetteremmo un reato, abbandono di minore», aggiungendo che non avrebbe neanche potuto farlo venire a prendere dalla sorella di 17 anni perché anch’essa minorenne.

«Ha iniziato a coprirmi di improperi. Da quella bocca è uscito di tutto - racconta il preside intervistato da Repubblica - e quando le ho chiesto di uscire dall’ufficio mi é saltata addosso. Mi ha tirato due sberle, mi ha graffiato con tutta la rabbia che aveva dentro».

«In questa scuola - dice il preside - non è semplice riuscire a far passare il rispetto delle regole, anche quelle minime, Non c'è un sistema che educhi. E’ così. Genitori e figli entrano all’ora che vogliono, rispondono a brutto muso. Il linguaggio è quello dell’insulto perché non ne conoscono un altro».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

I controlli antiterrorismo a Catania

 
Catania, sventata rapina a Tir, sei arresti

 
Comiso, ecco il piromane del Comune

 

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa