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Bronte, sequestrati 500 mila euro a esponente della criminalità

L'operazione della Dia che ha eseguito un decreto del Tribunale di Catania nei confronti di Antonio Salvà Gigliolo

Bronte, sequestrati 500 mila euro a esponente dei clan

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito un decreto di sequestro beni emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, su proposta del Direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla e della Dda etnea nei confronti di Antonop Salvà Gigliolo di 36 anni (nella foto), ritenuto un elemento di spicco della criminalità brontese.

I sigilli sono stati messi ad una società operante nel settore dei lavori di movimento terra, sbancamenti e demolizioni, terreni, quindici tra autoveicoli e mezzi pesanti, quattro tra conti correnti e depositi bancari. Complessivamente sono stati sequestrati 500 mila euro.

Salvà Gagliolo “vanta” diversi precedenti penali e di polizia per furto aggravato, danneggiamento, ricettazione, riciclaggio di automezzi con numero di telaio alterato, associazione per delinquere, truffa, ecc., tutti reati che hanno avuto per oggetto automezzi pesanti e macchine industriali (escavatori, camion, betoniere, rulli compressori, frantoi, ecc.).

Gli accertamenti effettuati sul suo conto hanno messo in evidenza come l’uomo abbia mantenuto nel tempo una costante ed assidua frequentazione con pluripregiudicati di notevole spessore criminale ed anche, in vari casi, con soggetti indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso. L’anno scorso, il 18 dicembre del 2015, Salvà Gagliolo è stato arrestato dai Carabinieri in una cava di Priolo menre rubava materiale ferroso e in particolare dei frantoi utilizzati per la macina delle rocce, del peso di 50 tonnellate. Per questo reato venne messo ai domiciliari.

Antonio Salvà Gagliolo è il fratello di Daniele, che nel 2001, fu denunciato per concorso nel tentato omicidio del boss Francesco Montagno Bozzone di 55 anni ritenuto a capo dell’omonimo clan mafioso operante nell’area di Bronte e collegato al più noto e pericoloso clan dei “Carcagusi” di Catania.

Dallo scorso mese di maggio Salvà Gagliolo è anche seorvegliato speciale. I controlli e gi accertamenti patrimoniali, estesi anche al suo nucleo familiare, hanno rilevato la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali dello stesso. I sigilli sono stati apposti ad una società operante nel settore dei lavori di movimento terra, sbancamenti e demolizioni, terreni, a quindici tra autoveicoli e mezzi pesanti, e a quattro tra conti correnti e depositi bancari.

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