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Catania: rapine in gioiellerie,
furti (e botte) ad anziani, 11 arresti

L'operazione Cowards della Squadra Mobile: in manette una banda di ladri che ha seminato il terrore nel Catanese

Catania, rapine, furti (e botte) ad anziani e gioiellerie: 11 arresti

La polizia di Stato di Catania ha sgominato una banda ritenuta responsabile di rapine a gioiellerie, in abitazioni e ville, commesse anche picchiando e immobilizzando persone anziane, oltre a furti in case e a rappresentanti di preziosi.

IL VIDEO DELLA RAPINA

In carcere su ordine del gip del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta della Dda etnea sono finiti Alesandro Bagli di 52 anni, pregiudicato, Danilo Di Mauro, pregiudicato di 25 anni, Giuseppe Nicolosi di 29 anni, Placido Privitera di 27 anni, Salvatore Sgroi di 41 anni, Rosario Spampinato, pregiudicato di 51 anni, Giuseppe Zappalà di 23 anni. Ai domiciliari sono invece finiti Ettore Roberto Virgata di 22 anni, Angelo Zinna di 25 anni e Graziella Rapisardi di 38 anni. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro il patrimonio, rapina, tentata rapina, furto (in appartamento ed in danno di rappresentanti di preziosi) e ricettazione di auto e motocicli.

VIDEO: GLI INDAGATI ESCONO DALLA QUESTURA

LE FOTO DEGLI INDAGATI

LE INTERCETTAZIONI

ANZIANA TELEFONA ALLA POLIZIA: AIUTO

L’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile e ha preso spunto dalla rapina commessa il 26 ottobre 2015 ai danni di una gioielleria ubicata nella centralissima via Etnea a Catania. Gli investigatori della Sezione Reati contro il Patrimonio - “Squadra Antirapine” hanno accertato che due giovani rapinatori, a volto scoperto, pistola alla mano si erano impossessati di un panetto contenente bracciali in oro per un valore di 12 mila euro e di 2 bracciali in oro. Dai filmati di una telecamera di video-sorveglianza di un’attività della zona, si notava come i due giovani malviventi si fossero dati dapprima alla fuga a piedi raggiungendo la vicina via Sant’Euplio e, successivamente, si fossero allontanati a bordo di uno scooter Aprilia Leonardo, risultato poi rubato. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile anche grazie ad una serie di intercettazioni, hanno consentito di scoprire l’esistenza di una associzione guidata da Danilo Di Mauro, Giuseppe Nicolosi e Giuseppe Zappalà specializzata nella commissione di diverse rapine e furti.

Nicolosi, che all’epoca era anche ai domiciliari, era l’ideatore dei colpi da portare a termine e utilizzava la propria casa come “quartier generale” del gruppo criminale. Le indagini hanno anche fatto luce su due rapine commesse, con particolare efferatezza, ai danni di anziane vittime sorprese all’interno delle loro abitazioni, a febbraio ed aprile del 2016. Nel primo caso i banditi si erano introdotti nella casa di di due anziani fratelli, picchiandone uno, mentre l’altro è stato costretto ad aprire la cassaforte dalla quale furono rubati preziosi per 7 mila euro. Il “palo” etra stato Zappalà che approfittando dei lavori edili effettuati unitamente al padre - muratore - nell’abitazione delle due vittime, aveva provveduto a duplicare le chiavi d’ingresso.

La seconda rapina, invece, risale al 20 aprile 2016 ai danni di una coppia di anziani coniugi con l’escamotage di staccare l’energia elettrica dell’abitazione, sita nella zona di Ognina – Picanello. La donna ha dunque aperto la porta, i malviventi hanno fatto irruzione, picchiando gli anziani e procurando alla donna la rottura della protesi dentaria ed all’uomo un trauma cranico puntandogli anche un coltello al collo. Il bottino fu di 1500 euro e alcuni anelli preziosi. Prove anche sul furto del 29 novembre 2015 a Viagrande e ad una tentata rapina ai danni di un anziano, ex imprenditore edile, proprietario di una villa a Catenanuova sventata grazie all’intervento dei poliziotti della Squadra Mobile che fermarono proprio Giuseppe Zappalà e Danilo Di Mauro. Al gruppo è anche contestato il furto aggravato ai danni di rappresentanti di preziosi commessi a Canicattì (bottino 100 mila euro) e il secondo a Catania quando furono arrestati Privitera e Spampinato e recuperata una refutiva da 50 mila euro. L’operazione è stata denominata Cowards. Una persone è sfuggita alla cattura.

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