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Ergastolano ai domiciliari (e con la pensione Inps) grazie a falsi certificati: arrestato il boss Maurizio Galletta

Il boss del clan Santapaola Ercolano condannato per tre omicidi ma dal 2008 era a Vaccarizzo per le sue asserite precarie condizioni di salute. Indagati anche diversi medici che avrebbero firmato le perizie. L'operazione della Dia

Ergastolano ai domiciliari (e con la pensione Inps) grazie a falsi certificati medici: arrestato Maurizio Galletta

Ha sulle spalle un ergastolo per almeno tre omicidi ma Maurizio Galletta, 51 anni, nonostante la condanna definitiva giunta nel 2007, da ormai nove anni era riuscito non solo ad ottenere gli arresti domiciliari per asserite condizioni di salute non compatibili con il regime carcerario, ma aveva anche ottenuto dall’Inps una pensione e una indennità di accompagnamento. Il tutto, secondo gli inventigatori della Dia di Catania che lo hanno arrestato su ordine del gip di Catania e su delega della Procura etnea, grazie a false certificazioni mediche rilasciate da medici compiacenti.

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Maurizio Galletta, boss mafioso, pluripregiudicato, ritenuto un elemento di primissimo piano del clan Santapaola Ercolano è stato arrestato per concorso in falsità ideologica, truffa aggravata ai danni dell’INPS, intestazione fittizia di beni e detenzione e porto illegale di pistola, con lui è finito in carcere anche suo cognato, Rosario Testa di 42 anni, (al quale il provvedimento è stato notifivcato in carcere) per detenzione e porto di arma da fuoco in luogo pubblico e un cittadino romano M.D.A., finito ai domiciliari, con l’accusa di porto illegale di arma da fuoco.

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La storia criminale di Maurizio Galletta è di primissimo piano: già sorvegliato speciale, è noto nel panorama giudiziario siciliano perché già condannato nell’anno 2007, con sentenza definitiva, all’ergastolo per l’omicidio, in concorso con l’altro boss Maurizio Zuccaro di 56 anni (parente di Salvatore Santapola, il fratello del superboss ergastolano Nitto Santapaola) per l’omicidio aggravato e la distruzione di cadavere di Salvatore Vittorio, boss del clan a Savasta e per il duplice omicidio di Angelo Di Pietro e Giulio Magrì. Galletta era stato arrestato nel 1996 e detenuto in varie carceri italiane. Poi sottoposto a continui accertamenti medici in varie strutture sanitarie pubbliche tra il ‘96 e il 2008 è stato sottoposto a numerose visite ambulatoriali. Fino a quando nel 2008 su ordine del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, Galletta fu scarcerato e sottoposto ai domiciliari nella sua casa di Vaccarizzo a Catania al Villaggio Delfino, perché le sue condizioni fisiche non erano conciliabili con il regime carcerario.

Ma la Dia ha però accertato che Galletta per usufruire di un regime detentivo meno rigido, ha accentuato le sue patologie, con l’appoggio di alcuni medici compiacenti, i quali ripetutamente hanno certificato le sue condizioni di salute, ritenute gravi, tanto da essere incompatibili con il regime carcerario. Un espediente che usava suo cugino Maurizio Zuccaro che in carcere si prativava dei salassi così da aggravare le sue condizioni di salute e quindi usufruire dei previsti benefici carcerari).

Galletta così facendo ha avuto la possibilità, pur essendo in regime di detenzione domiciliare, di gestire affari illeciti ostentando davanti a tutti il proprio carisma mafioso, per le vie del centro cittadino. Addirittura grazie alla patologia simulata, Galletta ha anche una pensione dell’INPS, consistente in una pensione civile e una indennità di accompagnamento.

Le indagini preliminari per accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti, con incarichi dirigenziali nella sanità pubblica, che nel tempo hanno sottoposto a visite e perizie Galletta e sono state perquisiti studi e uffici dove i medici svolgono la loro professione.

Rosario Testa, cognato di Galletta, perché ha sposato la sorella Graziella, è anche indagato per il tentato omicidio di suo fratello Angelo Testa e di suo nipote Francesco testa. Il 3 maggio del 2015 infatti Rosario Testa sparò diversi colpi di pistola contro i due a causa di rancori familiari e per debiti economici non onorati. Il romeno è invece indagato per favoreggiamento personale aggravato perché, armato, fungeva da vedetta per avvertire Maurizio Galletta nel caso di arrivo delle forze di Polizia. C’è anche un caso in cui il romeno, insieme allo stesso Galletta e ad altre due persone, hanno fatto fuoco contro alcune persone che si erano introdotti all’interno di un appartamento.

Nell’ambito della stesa inchiesta sono indagati per intestazione fittizia di beni, Antonino Luigio Ragusa e Carmelo Spampinato. Al primo Maurizio Galletta aveva intestato un distributore distributore di carburanti con annesso lavaggio e bar, a San Giovanni la Punta e un’altra pompa di benzina ad Acitrezza alla Rasp di RAGUSA Antonino Luigi & C. Sas, costituita di recente da Ragusa e Carmelo Spampinato, rispettivamente marito di Marzia Galletta e convivente di Giovanna Galletta, tutte e due figlie di Maurizio Galletta.

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