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Tentato omicidio a Milano travestiti da finanzieri, per la polizia sono stati tre catanesi

La Squadra Mobile meneghina ha notificato un'ordinanza a tre persone originarie del Catanese. Al centro della vicenda ci sarebbero questioni di droga

Tentato omicidio a Milano travestiti da finanzieri, per la polizia sono stati tre catanesi

Tre pregiudicati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare per il tentato omicidio di Luigi Piatti, l’uomo di 36 anni che il 30 luglio 2013 è stato ferito da un colpo di pistola all’addome esploso nel cortile del suo palazzo in via Mulas 4, a Milano.

Gli uomini della Squadra mobile sono riusciti a individuare i presunti responsabili di quell'agguato iniziato con una finta perquisizione in casa travestiti da militari della Guardia di Finanza. Piatti, infatti, raccontò di aver aperto la porta a tre finanzieri con le pettorine che ribaltarono l’appartamento in cerca di droga.

Scenario che l’uomo non riteneva impossibile visti i suoi precedenti per spaccio. In realtà, sembra che gli sconosciuti cercassero soldi ma il punto non è stato ancora del tutto chiarito. La moglie di Piatti, in casa con la figlia piccola, disse agli agenti della Mobile che il marito era stato accompagnato in cortile e qui ferito con il colpo di pistola.

Sull'esatta dinamica di quel momento restano delle zone d’ombra anche perché Piatti non ha collaborato. Analizzando le celle telefoniche nella zona, gli investigatori hanno individuato tre schede con un intenso traffico, due delle quali intestate a persone inesistenti. Incrociando i filmati delle telecamere del cortile e le descrizioni della moglie di Piatti, gli agenti diretti da Lorenzo Bucossi hanno individuato Salvatore Fabio Caltabiano, di 41 anni, già ai domiciliari in via Rizzoli, a Milano. L’esame sul dna contenuto in un guanto trovato in via Mulas confermerebbe la sua presenza sulla scena del crimine.

Attraverso Caltabiano sono risaliti a Giuseppe Leotta, di 56 anni, con precedenti per associazione mafiosa, armi e droga. Anch’egli è ai domiciliari ma in una comunità a Pavia. Infine è arrivato il terzo presunto complice, Domenico Zanti, di 58 anni, precedenti per associazione e un obbligo di firma in corso a Misterbianco. Tutti e tre sono originari di Catania e si sono dichiarati estranei ai fatti.

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