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Università di Catania, il professor Drago si ritira: corsa a due per la poltrona di rettore

Il testo integrale della lettera di rinuncia. Resta in lizza come competitor del prof. Basile solo il prof. Foti, inizialmente in campo sotto l’”ala” dell’ex rettore Antonino Recca e poi smarcatosi

Università di Catania, il professor Drago si ritira: corsa a due per la poltrona di rettore

I professori Francesco Basile, Filippo Drago, Enrico Foti

CATANIA - Nei corridoi la voce circolava da qualche giorno. Adesso è ufficiale: il prof. Filippo Drago con una lettera aperta ha ritirato la propria candidatura a rettore dell’Università di Catania e si schiera con il prof. Francesco Basile che - già favorito nella corsa per la successione al prof. Giacomo Pignataro, dichiarato decaduto dal Cga - a maggior ragione vede la strada per l’elezione (mercoledì il primo turno di votazioni) farsi in discesa. Resta in lizza come competitor di Basile solo il prof. Enrico Foti, inizialmente in campo sotto l’”ala” dell’ex rettore Antonino Recca e poi smarcatosi. L’intesa Basile-Drago è spiegata dai due accademici con una nota congiunta in cui di mette l’accento sulla condivisione dei programmi e dello stile di governo dell’ateneo, in continuità con quanto fatto dal prof. Pignataro. Questo il testo integrale della lettera di Drago.

 

"Osserviamo, nella nostra qualità di candidati alla carica di Rettore dell’Università di Catania, preoccupati per l’immagine e la reputazione dell’Ateneo, che qualcuno si è spinto a sostenere che l’Università di Catania è in macerie, e che tali macerie sarebbero opera dell’amministrazione Pignataro. Riteniamo che questa sia una gravissima distorsione dei fatti. Quello di Catania è un Ateneo che ha un'importante posizione nel panorama nazionale: munito di una serie di settori di assoluta eccellenza e di altri più deboli e da rafforzare, come molte altre università del Centro-Sud.

 
Esso ha dovuto attraversare negli anni scorsi un periodo pesante, ma gran parte delle difficoltà sono da imputare non al rettore Pignataro, semmai all’amministrazione precedente ed alle scelte sbagliate da essa compiute. In particolare, si deve a quella amministrazione la gravissima decisione di avere adottato uno statuto illegittimo e di avere avviato su questo punto un vero braccio di ferro, anche giudiziario, con il Ministero, che ha visto ovviamente perdente l’Università.

 
È stato invece merito del rettore Pignataro avere dato all’Università uno statuto valido, eliminando le illegittimità varate dal suo predecessore; avere ricostruito un clima di rapporti distesi con il Ministero; avere riorganizzato i Dipartimenti in modo efficiente. Un altro grande merito dell’amministrazione Pignataro è stato l’avere sollecitato la collaborazione di molti colleghi di alto livello, sul piano culturale e su quello personale, e avere così selezionato un gruppo dirigente di grande serietà.

 

È disdicevole che il rettore Pignataro abbia dovuto lasciare anticipatamente la sua carica, pagando così per colpe non proprie, visto che l'illegittimità della sua nomina derivava dall'illegittimità dello statuto predisposto dall’amministrazione precedente. Bisogna essergli grati per quanto ha fatto e intendiamo, quindi, proseguire la sua opera. Fin dal momento della nostra candidatura abbiamo reso esplicita questa promessa e l’abbiamo ribadita nel corso della campagna elettorale. E siamo certi che lo stesso desiderio di continuità nell’azione di rinnovamento ha anche la maggior parte dei professori, dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo della nostra Università.

 

Consapevoli, pertanto, della necessità di garantire una celere ripresa delle attività istituzionali dell’Ateneo e verificata, dopo la presentazione dei programmi e i primi dibattiti elettorali, la sostanziale convergenza sugli stessi obiettivi programmatici, riteniamo utile superare la separazione delle nostre candidature che, a questo punto, risulterebbe inspiegabile. Guidati soltanto dalla condivisione dei programmi e dello stile di governo dell'Ateneo, abbiamo quindi deciso concordemente di convergere su un'unica candidatura, quella del Prof. Francesco Basile, che ringrazia il Prof. Filippo Drago per l’importante contributo che, con la sua decisione, dà al rafforzamento dell’unità dell’Ateneo.

 
Francesco Basile

Filippo Drago

 

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