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«Lady di ferro? Lo faccio dire agli altri»

Il nuovo prefetto di Catania Silvana Riccio, in attesa di insediarsi a Palazzo Minoriti: «In carriera già tante esperienze forti, adesso sono contenta di lavorare a Catania»

Non sa ancora quando si insedierà a Palazzo del Governo: i tempi li dettano gli spostamenti sullo “scacchiere” delle Prefetture interessate dal movimento deciso venerdì dal Consiglio dei Ministri. Ma Silvana Riccio, destinata a Catania al posto di Maria Guia Federico, trasferita a Campobasso, al telefono sembra scalpitare. «Sono contenta della sede che mi è stata assegnata, la Sicilia è una realtà che conosco poco e ho grande voglia di conoscerla», dice il nuovo prefetto, che secondo il curriculum non istituzionale tracciato dai media è definita una “lady di ferro”.

«Le definizioni, le catalogazioni le lascio agli altri, io guardo ai fatti - precisa-. Io nel corso della mia carriera ho avuto esperienze forti e grandi maestri». Parole che si specchiano nel curriculum ufficiale: oltre alle sedi prefettizie rette con mano ferma (Rieti e Piacenza), responsabile dell’Autorità di gestione dei fondi Pac per infanzia e anziani non autosufficienti, direttore dell’Anticorruzione a Roma con il prefetto Achille Serra, inviata in Calabria dall’allora ministro Livia Turco per guardare dentro il bubbone della sanità pubblica della regione e sempre in Calabria commissario al Comune di Catanzaro quando il Consiglio comunale fu mandato a casa dal Tar. Ma nell’immaginario la Riccio è soprattutto il prefetto che fu mandato a mettere ordine a Casal di Principe, il centro del Casertano regno dei Casalesi, col Comune sciolto per mafia. «Diciamo che sono stata fortunata ad avere opportunità professionali importanti - si schermisce -. A Casal di Principe sono stata 18 mesi. Ricordo che la spazzatura arrivava al secondo piano, adesso la differenziata è al 62%. Ricordo pure che dopo qualche tempo erano gli stessi cittadini a segnalare coloro che gettavano l’immondizia fuori dalle regole».

Ecco, la collaborazione della gente. Su questo, più che su altri temi che la attendono a Palazzo Minoriti e che ovviamente deve ancora conoscere (il Cara di Mineo, il nodo discariche, le vertenze calde, le parentele “pericolose” di alcuni consiglieri di Palazzo degli Elefanti), mette l’accento il prefetto Riccio. «Come altrove ci sarà da lavorare molto, ma ovunque e sempre serve la collaborazione dei cittadini». Buon lavoro, allora.

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