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"Serve l'esercito nei pronto soccorso, basta aggressioni ai medici"

La proposta choc del Codacons. Il sindaco Enzo Bianco: "Episodi causati dal clima di ribellione a qualunque regola e alle Istituzioni chiamate a farle rispettare che in tanti, alcuni cinicamente altri inconsapevolmente, stanno alimentando"

"Serve l'esercito nei pronto soccorso, basta aggressioni ai medici"

«Il governo nazionale invii l'esercito per garantire la sicurezza del personale medico e paramedico in tutti i pronto soccorso». E’ quanto ha chiesto il Codacons dopo l’aggressione, la seconda dell’anno, a un medico all’ospedale Garibaldi di Catania.

Secondo Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’associazione di consumatori «Il governo Regionale e l’Ars sono stati già incapaci di intervenire sulle lunghe liste d’attesa della Sanità, adesso però è a repentaglio l’incolumità pubblica .Chiediamo urgentemente un tavolo di concertazione con prefetto, sindaco e Asp per valutare una serie di proposte per la gestione delle attese dei pronti soccorsi catanesi e della relativa sicurezza di medici e utenti. Mettiamo il nostro team legale a disposizione del medico aggredito».

Indignazione anche da parte del mondo politico: «Questi episodi – ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco - sono causati dal clima di ribellione a qualunque regola e alle Istituzioni chiamate a farle rispettare che in tanti, alcuni cinicamente altri inconsapevolmente, stanno alimentando. L'allarme è immediatamente scattato e l’aggressore è stato bloccato e condotto in Questura. Ma limitarsi alla repressione non basta: occorre che tutta la comunità catanese rifletta su queste vicende inquietanti e che la cinica e distruttiva logica del tanto peggio tanto meglio venga abbandonata. E' indispensabile - ha proseguito il sindaco - che tutti manifestino il rifiuto degli episodi di violenza non soltanto fisica ma anche verbale ai quali assistiamo giorno per giorno e che sono ingiustificati e ingiustificabili. Spero che a questo appello aderiscano tutti, forze politiche, sociali e religiose, associazioni e comuni cittadini. Occorre abbassare i toni, fare una scelta di campo per il rispetto delle regole, in particolare quelli della civile convivenza, bandire la barbarie. Dobbiamo far prevalere, tutti insieme, facendo squadra - ha concluso Bianco - la Catania gentile, colta, accogliente, che non può essere sporcata da questi episodi».

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