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Giarre, sgominata la banda che riforniva di droga la Jonica

Otto persone arrestate dai carabinieri: c'erano anche rapina per ripianare i debiti legati all'acquisto degli stupefacenti

Giarre, sgominava la banda che riforniva di droga la Jonica

E’ scattata alle prime luci del mattino l’operazione denominata Bingo condotta dai carabinieri della Compagnia di Giarre che ha troncato una organizzazione criminale che gestiva una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio jonico.

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In manette sono finite 8 persone (7 in carcere, 1 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli arrestati sono: Alfio Bonarrigo di 29 anni, Giuseppe Biondi di 28 anni, Leonardo Cardillo, 22 anni, Alessandro Liotta di 41 anni, Fabio Alfio Pagano di 35 anni, Salvo Calì di 24 anni, Tiziano Russo di 24 anni e Salvatore Platania di 36 anni (QUI LE FOTO DEGLI ARRESTATI).

L’attività di indagine, avviata nel 2013 dai Compagnia Carabinieri di Giarre e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, si è avvalsa di attività tecniche e dinamiche che ha consentito di accertare la responsabilità degli indagati in relazione ad una fiorente attività di traffico e vendita di cocaina, marijuana ed eroina nella zona di Giarre; definire la struttura, le posizioni di vertice e i ruoli dei membri nell’ambito del gruppo criminoso operante nel territorio di Giarre; ricostruire il sistema con cui il gruppo criminale gestiva l’attività di spaccio, individuando le modalità di approvvigionamento, custodia e cessione della sostanza stupefacente, la cassa comune e i depositi a cui attingere quotidianamente; arrestare, finora, 11 persone e denunciarne altre 6 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrare nel complesso 21 kg di marijuana, 100 gr. di cocaina, 14 gr. di eroina e individuare 40 assuntori segnalati al prefetto.

I sodali, diretti da un elemento di spicco della criminalità giarrese, Alessandro Liotta, avevano ruoli ben precisi, agivano con l’animus di appartenere ad uno stesso sodalizio e alimentavano la cassa comune con i proventi dello spaccio attingendo quotidianamente da vari depositi. I promotori ed organizzatori del sodalizio criminale si avvalevano anche di soggetti minorenni, intimando ai pusher al dettaglio di commettere rapine per ripianare i debiti connessi allo smercio illecito o dovuti ai sequestri. L’esecuzione dell’ordinanza ha comportato un intervento massivo sull’area di Giarre e zone limitrofe, comuni in cui la criminalità organizzata trae un cospicuo sostentamento economico dall’attività legata allo spaccio di stupefacenti.


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