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«Da oggi lavorò in piena legalità», a Catania arriva il sì alla dolceria ambulante

Oggi Gloria, 22 anni, inizia a girare in città con la sua "Bakery with love"

«Da oggi lavorò in piena legalità», a Catania arriva il sì alla dolceria ambulante

Gloria, papà odontotecnico e mamma casalinga, dopo il liceo si è iscritta a Scienze dell’Educazione e Formazione, ma ha capito subito che quella non sarebbe stata la sua strada. Piuttosto, continuava a ripensare a quando impastava torte e biscotti con la nonna, a quanto era bello rendere felici tutti con un dolce. Così, «lasciando i miei genitori - ricorda - abbastanza perplessi, mi sono trasferita a Parma, dove nella scuola internazionale di Gualtiero Marchesi, Alma, ho frequentato un corso con relativo tirocinio per diventare Bakery chef, cioè pasticciera secondo il Bakery stile americano imparando a fare i dolci e le bevande che caratterizzano queste speciali pasticcerie».

 

Tornata a casa, Gloria ha anche studiato un logo e un allestimento adatto al suo sogno. «In una officina di Piano Tavola, ho fatto realizzare un food track, trasformando un Piaggio porter secondo un mio progetto. Ne avevano fatto altri, ma mai rosa a poi bianchi e con le pin up... Comunque alla fine è venuta fuori una bomboniera».

 

Insomma, tutto era pronto già da mesi ma «il mio sogno di aprire una pasticceria itinerante, visto che non me ne posso permettere una stabile» si è scontrato con la burocrazia. «Nonostante avessi tutti i documenti necessari mi è stato detto al Comune che non potevo lavorare perchè non è possibile somministrare per le vie del centro e non esistono più posti disponibile nelle aree catanesi attrezzate per lo street food. Alle mie proteste, hanno risposto che se volevo lavorare potevo provare a farlo, anche da abusiva, sorbendomi le eventuali conseguenze».

 

Era troppo. Così l’aspirante pasticciera scrive al sindaco Bianco, mette su un caso mediatico, soprattutto decide di fare una scelta di legalità: «Voglio lavorare serenamente, ma solo dalla parte della legalità. E i miei genitori in questa scelta li ho avuti accanto incondizionatamente».

 

 

Da qui una cauta apertura del Comune che ha accettato di rivedere la pratica, e i contatti della titolare della «Made with love» con altri giovani colleghi con altre attività itineranti alternative - dal fish and chips, alle chips d’autore - alle prese con gli stessi problemi. «Finalmente, due giorni fa, vado nella sede dell’assessorato al Commercio - racconta ancora - per ritirare il mio nullaosta. Per scoprire che ero stata autorizzata ad operare solo nelle fiere e nelle aree attrezzate. Aree attrezzate? Ma se non ce ne sono! Così, continua, mi sono veramente arrabbiata. E regolamento commerciale alla mano, ho elencato i miei diritti che sono quelli di andare liberamente in città, tranne il centro storico, e cambiare postazione ogni ora, spostandomi di almeno 500 metri. E questa volta finalmente il dirigente dott. Adonia, e il Capo di Gabinetto avv. Spampinato, mi hanno dato ragione. Così, 24 ore dopo, ho avuto il mio sospirato nullaosta.- E con me altri sette colleghi che da due anni, inutilmente, chiedevano la stessa possibilità. Insomma, finalmente, ci hanno autorizzato a lavorare».

 

Così, stamattina, Gloria ha ricomincito dalla scuola. «Sceglierò un istituto scolastico dove vorrei andare alla fine delle lezioni, sperando che i ragazzi apprezzino cheese cake, cup cake, smoothie e quant’altro. Almeno, fino a giovedì, poi mi trasferirò ad Acireale per il Carnevale. Dove c’è gioia, c’è un dolce».

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commenti 1
  • Diver

    21 Febbraio 2017 - 13:01

    Complimenti davvero sopratutto per l'originilita' e la caparbieta' di aver fatto valere I tuoi diritti!!!

    Rispondi

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